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	<title>Polizia siriana arresta i manifestanti che protestano contro il regime  - Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<title>Polizia siriana arresta i manifestanti che protestano contro il regime  - Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 22:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pressenza IPA</dc:creator>
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<p>E&#8217; iniziata il 14 Gennaio la riunione mondiale del Centro di Studi Umanisti nel Parco di Studi e Rifelssione di Toledo dove si sono riuniti i vari Centri Umanisti provenienti dall&#8217;Europa e dall&#8217;Africa. In contemporabnea i CSU dell&#8217;America si riunivano nel Parco di Punta de Vacas. Per valutare cio&#8217; che e&#8217; stato fatto e lanciare proposte per il futuro.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
<div class="article-image-top">
		<a  href="http://www.pressenza.com/photo/showPhoto/id/4692"><img src="http://www.pressenza.com/uploads/assets/d19f825ea3c5c8e134556544480443ed50deef50.1280x960.jpg" alt="D19f825ea3c5c8e134556544480443ed50deef50.1280x960" height="442" width="590" title="Iniziata la riunione mondiale del Centro di Studi Umanisti a Toledo adozione a distanza" /></a>
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							Image by: Photo Pressenza					</div>
<div class="image-credit-caption">
			Un momento della riunione		</div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/iniziata-la-riunione-mondiale-del-centro-di-studi-umanisti-a-toledo">Iniziata la riunione mondiale del Centro di Studi Umanisti a Toledo</a></div>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Toledo,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-01-14T00:00:00-08:00">1/14/12</abbr><br />
</span>La riunione ha visto la partecipazione di rappresentanto di CSU di vari paesi:  Mozambico, Marocco, Italia, Francia, Portogallo, Germania e, ovviamente, varie citta&#8217; della Spagna.</p>
<p>In contemporanea e con connessione via internet si e&#8217; svolta la riunione del CSU dell&#8217;America a Punta de Vacas (Argentina).</p>
<p>La riunione prevede ub grande interscambio di idee e proposte di azione di questo organismo del Movimento Umanista.</p>
</p></div>
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		<title>Polizia siriana arresta i manifestanti che protestano contro il regime  - Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 15:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pressenza IPA</dc:creator>
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<p>L&#8217;assemblea russa di Mosca (Движения Окупай Россия #russianrevolution) e l&#8217;assemblea di New York (OWS #occupywallstreet) stanno elaborando un comunicato congiunto sul disarmo nucleare. Faranno una dichiarazione pubblica durante una connessione in diretta tra le due città vía livestream; la Conferenza sul Disarmo inizierà a Ginevra il 23 Gennaio.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
<div class="article-image-top">
		<a  href="http://www.pressenza.com/photo/showPhoto/id/4662"><img src="http://www.pressenza.com/uploads/assets/502145309c7430cc8abd7ff32236159ea9840da4.1280x960.jpg" alt="502145309c7430cc8abd7ff32236159ea9840da4.1280x960 Mosca e New York si mettono daccordo sulleliminazione delle armi nucleari adozioni a distanza" height="380" width="590" title="Mosca e New York si mettono daccordo sulleliminazione delle armi nucleari adozione a distanza" /></a>
<div class="image-credit-credit">
							Image by: Agustisol .					</div>
<div class="image-credit-caption">
			Madre Tierra		</div>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/2">Politics</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/mosca-e-new-york-si-mettono-dxaccordo-sullxeliminazione-delle-armi-nucleari">Mosca e New York si mettono d&#8217;accordo sull&#8217;eliminazione delle armi nucleari</a></div>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Mosca,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-01-08T00:00:00-08:00">1/8/12</abbr><br />
</span>Si farà un appello a tutte le assemblee di tutti i paesi affinché approvino il comunicato e lo estendano alla società civile.</p>
<p>In questi momenti di crisi mondiale è grave il pericolo che si corre: che i governi cerchino di uscire dalla crisi, provocata da loro stessi, con le guerre. Così è successo negli anni della grande depressione degli anni &#8216;30 che finì nella seconda guerra mondiale.</p>
<p>Sono numerosi i paesi che possono costruire armi nucleari, il che rende il mondo empre più insicuro. Le due superpotenze non possono più mantenere l&#8217;egemonia nucleare. Nemmeno possono pretendere di essere i soli ad averla. E&#8217; arrivato il momento di proibire le armi nucleari così come è stato fatto con quelle chimiche e battereologiche. L&#8217;unica soluzione coerente è quella di eliminare e proibire la fabbricazione di qualunque arma di distruzione di massa.</p>
<p>Che questo accada, oggi, non dipende dalle organizzazioni internazionali, nemmeno dipende dai governi, men che mai dai governi degli Stati Uniti e della Russia. Questa decisione è nelle mani dei cittadini del mondo. Se tutti ci uniamo in un&#8217;azione d&#8217;insieme e facciamo pressione in ogni angolo del pianeta la fine delle armi nucleari è garantita.</p>
<p>Questa soluzione è oggi pssibile. Ci sono nuove condizioni che permettono di farlo, per la prima volta, a livello mondiale. Invitiamo tutti a partecipare a questo grade compito della storia. Questa campagna può convertirsi nella prima grande azione concreta mondiale dei movimenti emergenti.</p>
<p>Assemblea di Mosca <a  href="http://nextweact.org/">http://nextweact.org/</a></p>
<p>Assemblea di New York City  <a  href="http://www.nycga.net/">http://www.nycga.net/</a></p>
</p></div>
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		<title>Polizia siriana arresta i manifestanti che protestano contro il regime  - Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 15:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pressenza IPA</dc:creator>
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<p>L&#8217;assemblea russa di Mosca (Движения Окупай Россия #russianrevolution) e l&#8217;assemblea di New York (OWS #occupywallstreet) stanno elaborando un comunicato congiunto sul disarmo nucleare. Faranno una dichiarazione pubblica durante una connessione in diretta tra le due città vía livestream; la Conferenza sul Disarmo inizierà a Ginevra il 23 Gennaio.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
<div class="article-image-top">
		<a  href="http://www.pressenza.com/photo/showPhoto/id/4662"><img src="http://www.pressenza.com/uploads/assets/502145309c7430cc8abd7ff32236159ea9840da4.1280x960.jpg" alt="502145309c7430cc8abd7ff32236159ea9840da4.1280x960 Mosca e New York si mettono daccordo sulleliminazione delle armi nucleari adozioni a distanza" height="380" width="590" title="Mosca e New York si mettono daccordo sulleliminazione delle armi nucleari adozione a distanza" /></a>
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							Image by: Agustisol .					</div>
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			Madre Tierra		</div>
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</span><span class='article-header-city'>Mosca,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-01-08T00:00:00-08:00">1/8/12</abbr><br />
</span>Si farà un appello a tutte le assemblee di tutti i paesi affinché approvino il comunicato e lo estendano alla società civile.</p>
<p>In questi momenti di crisi mondiale è grave il pericolo che si corre: che i governi cerchino di uscire dalla crisi, provocata da loro stessi, con le guerre. Così è successo negli anni della grande depressione degli anni &#8216;30 che finì nella seconda guerra mondiale.</p>
<p>Sono numerosi i paesi che possono costruire armi nucleari, il che rende il mondo empre più insicuro. Le due superpotenze non possono più mantenere l&#8217;egemonia nucleare. Nemmeno possono pretendere di essere i soli ad averla. E&#8217; arrivato il momento di proibire le armi nucleari così come è stato fatto con quelle chimiche e battereologiche. L&#8217;unica soluzione coerente è quella di eliminare e proibire la fabbricazione di qualunque arma di distruzione di massa.</p>
<p>Che questo accada, oggi, non dipende dalle organizzazioni internazionali, nemmeno dipende dai governi, men che mai dai governi degli Stati Uniti e della Russia. Questa decisione è nelle mani dei cittadini del mondo. Se tutti ci uniamo in un&#8217;azione d&#8217;insieme e facciamo pressione in ogni angolo del pianeta la fine delle armi nucleari è garantita.</p>
<p>Questa soluzione è oggi pssibile. Ci sono nuove condizioni che permettono di farlo, per la prima volta, a livello mondiale. Invitiamo tutti a partecipare a questo grade compito della storia. Questa campagna può convertirsi nella prima grande azione concreta mondiale dei movimenti emergenti.</p>
<p>Assemblea di Mosca <a  href="http://nextweact.org/">http://nextweact.org/</a></p>
<p>Assemblea di New York City  <a  href="http://www.nycga.net/">http://www.nycga.net/</a></p>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 15:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pressenza IPA</dc:creator>
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				L'assemblea russa di Mosca (Движения Окупай Россия #russianrevolution) e l'assemblea di New York (OWS #occupywallstreet) stanno elaborando un comunicato congiunto sul disarmo nucleare. Faranno una dichiarazione pubblica d...]]></description>
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<p>L&#8217;assemblea russa di Mosca (Движения Окупай Россия #russianrevolution) e l&#8217;assemblea di New York (OWS #occupywallstreet) stanno elaborando un comunicato congiunto sul disarmo nucleare. Faranno una dichiarazione pubblica durante una connessione in diretta tra le due città vía livestream; la Conferenza sul Disarmo inizierà a Ginevra il 23 Gennaio.</p>
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<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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		<a  href="http://www.pressenza.com/photo/showPhoto/id/4662"><img src="http://www.pressenza.com/uploads/assets/502145309c7430cc8abd7ff32236159ea9840da4.1280x960.jpg" alt="502145309c7430cc8abd7ff32236159ea9840da4.1280x960 Mosca e New York si mettono daccordo sulleliminazione delle armi nucleari adozioni a distanza" height="380" width="590" title="Mosca e New York si mettono daccordo sulleliminazione delle armi nucleari adozione a distanza" /></a>
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							Image by: Agustisol .					</div>
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</span>Si farà un appello a tutte le assemblee di tutti i paesi affinché approvino il comunicato e lo estendano alla società civile.</p>
<p>In questi momenti di crisi mondiale è grave il pericolo che si corre: che i governi cerchino di uscire dalla crisi, provocata da loro stessi, con le guerre. Così è successo negli anni della grande depressione degli anni &#8216;30 che finì nella seconda guerra mondiale.</p>
<p>Sono numerosi i paesi che possono costruire armi nucleari, il che rende il mondo empre più insicuro. Le due superpotenze non possono più mantenere l&#8217;egemonia nucleare. Nemmeno possono pretendere di essere i soli ad averla. E&#8217; arrivato il momento di proibire le armi nucleari così come è stato fatto con quelle chimiche e battereologiche. L&#8217;unica soluzione coerente è quella di eliminare e proibire la fabbricazione di qualunque arma di distruzione di massa.</p>
<p>Che questo accada, oggi, non dipende dalle organizzazioni internazionali, nemmeno dipende dai governi, men che mai dai governi degli Stati Uniti e della Russia. Questa decisione è nelle mani dei cittadini del mondo. Se tutti ci uniamo in un&#8217;azione d&#8217;insieme e facciamo pressione in ogni angolo del pianeta la fine delle armi nucleari è garantita.</p>
<p>Questa soluzione è oggi pssibile. Ci sono nuove condizioni che permettono di farlo, per la prima volta, a livello mondiale. Invitiamo tutti a partecipare a questo grade compito della storia. Questa campagna può convertirsi nella prima grande azione concreta mondiale dei movimenti emergenti.</p>
<p>Assemblea di Mosca <a  href="http://nextweact.org/">http://nextweact.org/</a></p>
<p>Assemblea di New York City  <a  href="http://www.nycga.net/">http://www.nycga.net/</a></p>
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		<title>Polizia siriana arresta i manifestanti che protestano contro il regime  - Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
		<link>http://www.sosdirittiumani.it/noi-ci-saremo/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 18:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pressenza IPA</dc:creator>
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<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>E’ tempo di bilanci e di propositi: sembra che l’Essere Umano abbia bisogno di questi momenti di festa, di rito, di riflessione.<br />
Per noi di Pressenza è stato sicuramente un anno di grandi avanzamenti, apprendimenti, di incontro di tanti nuovi amici in termini di lettori, di collaboratori, di nuovi partners. E’ stato anche un tempo di “avvcinamento” agli eventi.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
<div class="article-image-top">
		<a  href="http://www.pressenza.com/photo/showPhoto/id/4351"><img src="http://www.pressenza.com/uploads/assets/3abe00a319d936535da82ab7f54e3d29c2b2f7cb.1280x960.jpg" alt="3abe00a319d936535da82ab7f54e3d29c2b2f7cb.1280x960 Noi ci saremo adozioni a distanza" height="387" width="590" title="Noi ci saremo adozione a distanza" /></a>
<div class="image-credit-credit">
							Image by: Walker Vizcarra					</div>
<div class="image-credit-caption">
			Nelsy Lizarazo durante una conferenza		</div>
</p></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/noi-ci-saremo">Noi ci saremo</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2011-12-25T11:27:54-08:00">12/25/11</abbr>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Roma,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2011-12-25T00:00:00-08:00">12/25/11</abbr><br />
</span>I nostri corrispondenti sono stati sempre più spesso testimoni diretti di avvenimenti importanti: la convergencia dei giovani nella Piazza Tahrir; gli indignati di Madrid, Parigi, Roma e Londra; l&#8217;azione militante anti-nucleare; gli studenti e i profesori cileni; Occupy New York; quelli della Tupac Amaru; gli altri del Buen Vivir, per citarne alcuni.</p>
<p>Ma questo 2011 che se ne va ci ha lasciato anche la sensazione dell’urgenza del lavoro che stiamo facendo, perché i sintomi della crisi reale e globale di questo sistema sono sempre più evidenti ed è sempre più evidente la necessità di un giornalismo disallineato dalla maipolazione econolico-politica e al servizio della gente, un giornalismo capace di ispirare il cammino dei costruttori del Nuovo Mondo che è urgente si manifesti, un giornalismo che riconforti ogni persona nella speranza di un futuro migliore.</p>
<p>In questo contiamo su tutti voi, in questo contate su tutti noi: noi ci saremo: tra le schiere del Cambiamento, nelle allegre brigate per la Pace e la Nonviolenza, occupando con nuove idee questo mondo che è di tutti, negli accampamenti dei Nuovi Tempi e nella fratellanza della rivoluzione.</p>
<p>Per voi e per questa intenzione che si sta facendo strada un grande abbraccio di pace, forza ed allegria.</p>
<p>Equipe Pressenza</p>
</p></div>
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		<title>Polizia siriana arresta i manifestanti che protestano contro il regime  - Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 16:12:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pressenza IPA</dc:creator>
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				Pubblichiamo l'appello della società civile burkinabé affinché finalmente si sappia la verità sulla morte di Thomas Sankara, Presidente del Burkina Faso assassinato durante un colpo di stato.

Sankara è stato uno dei grandi presidenti r...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="news-display-text">
<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>Pubblichiamo l&#8217;appello della società civile burkinabé affinché finalmente si sappia la verità sulla morte di Thomas Sankara, Presidente del Burkina Faso assassinato durante un colpo di stato.</p>
<p>Sankara è stato uno dei grandi presidenti riformatori sociali dell&#8217;apoca dell&#8217;indipendenza africana.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/giustizia-per-thomas-sankara-giustizia-per-lxafrica">Giustizia per Thomas Sankara Giustizia per l’Africa</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2011-11-15T11:05:08-08:00">11/15/11</abbr>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Internet,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2011-11-15T00:00:00-08:00">11/15/11</abbr><br />
</span>Diverse testimonianze, spesso da parte di vecchi compagni di Charles Taylor, implicano Blaise Compaoré nell’assassinio di Thomas Sankara, con la complicità di Houphouët Boigny, ma anche della Francia, della CIA et di altre personalità africane.</p>
<p>Nell’aprile 2006 il Comitato per i Diritti Umani dell’ONU, a cui si è appellato a nome della famiglia il Collettivo Giuridico della Campagna Internazionale Giustizia per Thomas Sankara (CIJS), dava ragione ai ricorrenti e ordinava allo Stato burkinabé di fare chiarezza sull’assassinio di Thomas Sankara, di assicurare alla famiglia una giustizia imparziale, di rettificare il suo certificato di morte, di provare il luogo della sua sepoltura, di indennizzare la famiglia per il trauma subito e di divulgare pubblicamente le decisioni del comitato.</p>
<p>Il 21 aprile 2008 il Comitato per i Diritti Umani dell’ONU, in contraddizione totale con la sua decisione precedente, ha chiuso il fascicolo senza che un’inchiesta sia stata fatta. Questa decisione non fa onore a tale istituzione. Nella comunità internazionale alcuni fanno finta di vedere in Blaise Compaoré un uomo di pace, mentre è stato notoriamente implicato nei conflitti in Liberia, in Sierra Leone e nei traffici d’armi e di diamanti per l’UNITA di Jonas Sawimbi a quel tempo sotto embargo dell’ONU, e più recentemente nel conflitto che ha dilaniato la Costa d’Avorio.</p>
<p>Questa stessa comunità internazionale ci propone di impietosirci di fronte all’Africa, questo continente pur così ricco, lavorando per perpetuare la sua assistenza e la sua sottomissione. In realtà le vere ragioni delle difficoltà del continente sono da ricercare nelle reti internazionali che alimentano le guerre e gli omicidi per conservare la loro presa sulle ricchezze del continente con la complicità dei paesi occidentali e di alcuni dirigenti africani.</p>
<p>Più di 22 anni dopo il suo assassinio Sankara, personaggio storico, leader africano di primo piano, rappresenta sempre più un punto di riferimento, come leader integro, determinato, creativo e coraggioso, precursore della lotta per la difesa dell’ambiente e la rivoluzione burkinabé è diventata un modello di sviluppo.</p>
<p>Sankara è stato assassinato perché denunciava il debito odioso e i diktat delle potenze occidentale, ma anche perché seguiva una politica decisa nel suo paese, orientata verso i bisogni del suo paese, per la soddisfazione dei popoli del suo paese, continuando ad operare per il panafricanismo.</p>
<p>Per questo sosteniamo e invitiamo a sostenere le iniziative del collettivo giuridico della CIJS che senza tregua, da più di 12 anni, persegue la via giuridica al fianco della famiglia Sankara.</p>
<p>Chiediamo inoltre l’apertura degli archivi dei paesi che le testimonianze indicano come implicati, in particolar modo la Francia, gli USA, ma anche la Costa d’Avorio, il Togo e la Libia.</p>
<p>Chiediamo che si inizi, senza più aspettare, un’inchiesta indipendente sull’assassinio di Thomas Sankara. E’ un dovere per la comunità internazionale, un diritto per la famiglia Sankara, un’esigenza per la gioventù africana, una necessità per il futuro di questo continente che non può ricostruirsi con una storia amputata della verità su uno degli episodi più importanti della fine del XX secolo.</p>
<p>Chiamiamo la gioventù, i partiti democratici, i movimenti sociali in Africa e nel resto del mondo a continuare a mobilitarsi perché questa inchiesta faccia luce su questo assassinio e perché sia fatta giustizia, cosa che sarebbe un grande passo in avanti verso la fine dell’impunità in Africa.</p>
<p>E&#8217; possibile firmare l&#8217;appello all&#8217;indirizzo:</p>
<p><a  href="http://thomassankara.net/spip.php?article878&amp;lang=it">http://thomassankara.net/spip.php?article878&amp;lang=it</a></p>
<p>Nello stesso sito un&#8217;amplia documentazione sulla poco nota storia di questo grande uomo politico africano.</p>
</p></div>
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		<title>Polizia siriana arresta i manifestanti che protestano contro il regime  - Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:17:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pressenza IPA</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="news-display-text">
<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>Nella settimana della non violenza a Mar del Plata si è svolto l’incontro “Violenza e media. Contributi per una comunicazione più coinvolgente”. Si è parlato dell’esperienza e del contributo di Pressenza nella costruzione di un’agenda basata sulla non-violenza, in risposta alla costante visione violenta che viene invece proposta dai media in Argentina.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
<div class="article-image-top">
		<a  href="http://www.pressenza.com/photo/showPhoto/id/3995"><img src="http://www.pressenza.com/uploads/assets/ea5f136aca090e8fb0b4d47e7edf5263df6f2d85.1280x960.jpg" alt="Ea5f136aca090e8fb0b4d47e7edf5263df6f2d85.1280x960" height="331" width="590" title="Dibattito fra giornalisti sulla violenza nei media adozione a distanza" /></a>
<div class="image-credit-credit">
							Image by: Patricia Lacolla					</div>
<div class="image-credit-caption">
					</div>
</p></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/dibattito-fra-giornalisti-sulla-violenza-nei-media">Dibattito fra giornalisti sulla violenza nei media</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2011-10-13T13:19:19-07:00">10/13/11</abbr>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Mar de Plata,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2011-10-06T00:00:00-07:00">10/6/11</abbr><br />
</span>L’incontro tra giornalisti e comunicatori si è svolto presso l’Instituto Movilizador de Fondos Cooperativos di Mar del Plata. Hanno partecipato Susy Scándali (quotidiano La Capital), Belén Cano (quotidiano El Atlántico), Pablo Vasco (radio Cooperativa Residencias), Gonzalo Chaet (ricercatore in Comunicación) e Iván Novotny (Agenzia Stampa Pressenza).</p>
<p>Di seguito viene trascritta l’esposizione di Iván Novotny, editore di Pressenza a Buenos Aires, portata avanti da tre punti di vista:</p>
<p><i>Qual è la sua opinione riguardo al fatto che i media tendano a diffondere fatti violenti.<br />
</i></p>
<p>È chiaro che esiste una tendenza da parte di editori, direttori, proprietari di media, in particolare quelli più conservatori, a dare maggiore diffusione, a potenziare l’informazione intorno ai fatti violenti.</p>
<p>Quello che qui vorrei tentare di spiegare è il “perché” esiste questa intenzione previa, questo interesse per la diffusione, per la massimizzazione di fatti violenti.</p>
<p>In primo luogo voglio condividere con voi la definizione data da Silo nel suo discorso “Le condizioni del dialogo” tenuto presso l’Accademia delle Scienze di Russia nel 1993. Silo dice “Perché esista un enunciato è necessario che ci sia un’intenzione previa che permetta di scegliere i termini e la relazione fra di essi” (…) “L’intenzione previa al discorso pone l’ambito, cioè l’universo nel quale si espongono le proposizioni”.<br />
Tornando al nostro argomento di oggi, è chiaro che perché un canale, per esempio TN o C5N trasmetta tutto il giorno instancabilmente notizie su un sequestro o un omicidio, ci deve essere qualcuno che ha la previa intenzione di farlo (l’editore, il capo dei contenuti, il proprietario del canale, ecc.). Una persona o un gruppo di persone ha intenzione di trasmettere un determinato discorso, e di farlo in un certo modo.</p>
<p>A cosa punta tale intenzione? A risolvere veramente il problema della violenza? A generare terrore nei telespettatori? A frammentare la società? A generare individualismo, sfiducia? A distrarre da altri temi? A generare un sensazionalismo che le permetta di ottenere ascolti maggiori? A determinare una certa conseguenza politica o elettorale? O, senza conferirle tanta importanza, potrebbe essere perché non sanno fare altro? E la lista delle possibili ipotesi potrebbe continuare all’infinito.<br />
Perché se qualcuno affermasse che l’intento è semplicemente quello di informare, che l’informazione è obiettiva, che semplicemente si riportano i fatti, questo sarebbe totalmente inaccettabile, dal momento che esistono numerosi fatti, dei quali i media non si occupano nel modo più assoluto. È chiaro che c’è una selezione, un punto di vista, un interesse a produrre un certo tipo di effetto, come dicevamo, un’intenzione che porta a produrre un determinato discorso informativo.</p>
<p>Per fare un esempio molto recente, ieri il quotidiano La Capital nel suo articolo di copertina titolava “Cresce la mobilitazione dei vicini che chiedono maggiore sicurezza”. Per poi più giù descrivere che “Più di cento cinquanta marplatensi si sono dati appuntamento a Tejedor e a Constitución e stanno organizzando nuove proteste per i prossimi fine settimana”.</p>
<p>È clamoroso, un articolo di copertina per una mobilitazione di 150 persone, non può considerarsi una notizia. Con questo intendo dire che alle diverse attività della Settimana della non violenza hanno partecipato molte più persone, senza tuttavia meritare un articolo di copertina su questo prestigioso giornale di Mar del Plata.</p>
<p>Se andiamo ancora un po’ più a fondo nella notizia di copertina del quotidiano La Capital leggiamo di una petizione di nove punti di questi vicini. Mi ha molto colpito questo paragrafo che riporto, citando un documento di quest’organizzazione di “vicini marplatensi” come vengono definiti: “Pertanto intendiamo che l’atto di uccidere è un fatto aberrante sempre che venga commesso senza alcuna giustificazione come può invece essere la legittima difesa, quindi chiedere la revisione di queste leggi per adeguarle alla situazione attuale potrebbe non essere una cosa tanto assurda”.</p>
<p>Questo significa che queste persone stanno chiedendo la possibilità di uccidere altre persone in caso di autodifesa, che venga legalizzato l’omicidio. E il quotidiano La Capital gli ha riservato la copertina. Questo è solo un esempio per far capire la situazione, ma ci sarebbero centinaia di esempi sul Clarín, TN, C5N, La Nación, e i media che sembrano essere interessati alla violenza.</p>
<p>Dunque, qual è l’intenzione che induce a un tale modo di trattare le notizie? Da qui non possiamo dare una risposta a questo interrogativo, non siamo in grado di dire qual è il vero motivo che induce queste strutture mediatiche a generare un’intossicazione di informazioni su fatti violenti, qual è l’intenzione che induce a manipolare l’informazione per produrre una determinata opinione pubblica, per influire in questo modo sulla soggettività degli utenti di questi media. Solamente loro potrebbero rispondere, sebbene credo sia difficile che prima o poi lo facciano.</p>
<p>Voglio che sia chiaro il fatto che non sto dicendo che non bisogna informare su questi fatti, hanno tutta la libertà di espressione e di stampa per farlo. Quello che mi sembra interessante da rilevare è che questo trattamento dei fatti violenti non serve a superare la violenza, non mira a formare una coscienza su una nuova cultura basata sulla nonviolenza.</p>
<p>Per questo motivo mi sembra molto importante puntare sulla nascita di tutta una serie di media alternativi, comunitari con ambizioni diverse, più evolute, più innovative, che mirino a formare una società e un essere umano evoluto, con uno sguardo nonviolento che aiuti a superare la violenza non solo fisica, non solo dell’insicurezza quotidiana, della strada, ma la violenza in tutte le sue forme, la violenza economica, psicologica, di genere, etnica.</p>
<p>Questo è quello che tentiamo di fare dalla nostra Agenzia Stampa internazionale, Pressenza, approfondiamo l’aspetto nonviolento della notizia, cerchiamo di potenziare l’azione di organizzazioni sociali, istituzioni, Governi, individui che abbiano intenzione di superare la violenza. Così per esempio ci siamo occupati della<br />
Marcia mondiale per la Pace e la Nonviolenza che ha attraversato il pianeta nel 2009, adesso ci stiamo occupando delle numerose azioni nei diversi Paesi in occasione della Giornata internazionale della nonviolenza e in questo modo quotidianamente cerchiamo di informare su tutto ciò che serve a potenziare i diritti umani, la non discriminazione, la diversità culturale, l’umanità e l’organizzazione dei popoli in una direzione umanizzatrice.</p>
<p><i>Crede che siano responsabili i media e/o i giornalisti e comunicatori dell’idea generale secondo cui viviamo in una società sempre più pericolosa. </i></p>
<p>Sì, credo che i direttori editoriali siano responsabili; in secondo luogo c’è una certa responsabilità anche del giornalista che accetta una certa linea editoriale, la generazione di idee che vanno costituendosi in un “sentire comune”, quelle idee che producono stereotipi, sensibilità, credenze e valori. Anche se non si può attribuire tutto il potere di creare queste idee e credenze ai media, ciò nonostante esiste una “sensibilità epocale” nei lettori, in un determinato momento storico che accetta certe idee. È un circolo vizioso.</p>
<p>Perché se un canale d’informazione insiste dando notizie sulla delinquenza, ponendo l’accento su fatti in cui il delinquente presenta determinate caratteristiche (minore, povero, nero, ecc.) tale rappresentazione rimane impressa in chi ascolta la notizia.</p>
<p>E quando per strada vedrà una persona con le stesse caratteristiche, subito la assocerà a quella rappresentazione, a quell’idea che quel canale ha proposto così insistentemente. Ecco quindi che nella gente crescono i timori, i pregiudizi e le notizie sull’insicurezza rafforzano l’idea secondo cui viviamo in una società sempre più pericolosa.</p>
<p>Al di là poi del fatto se questa pericolosità sia o no effettiva. Quello che accade è che rimane la sensazione di pericolosità, di insicurezza, si va rafforzando quella rappresentazione.</p>
<p>Quindi i media operano direttamente nel campo della soggettività, dei valori, delle idee. Perché se i media utilizzassero la stessa insistenza per informare su azioni nonviolente di organizzazioni che cercano di superare la violenza, sicuramente contribuirebbero a diminuire la pericolosità, a fare in modo che coloro che hanno il potere di decidere attuino politiche integrali per superare la violenza. Se, invece come accade adesso, si insiste su informazioni di fatti violenti, si va generando una spirale di violenza, in cui il punto di vista violento della violenza, genera altra violenza. Credo che i media abbiano una grande responsabilità nel generare una violenza psicologica, quella che fa sì che gli indici delle fobie, depressione, e che i disturbi psicologici aumentino.</p>
<p>Allora capisco che i media e noi giornalisti dovremmo stare più attenti circa la nostra responsabilità, soprattutto quando si tratta di media molto diffusi. Dal momento che siamo responsabili, poiché il materiale giornalistico che produciamo non rimane a noi, ma va ad altri, e in questi altri produce qualcosa, un risultato.</p>
<p>Quindi se mettiamo il nostro lavoro al servizio degli altri, al servizio della società, se poniamo l’etica giornalistica al di sopra degli interessi economici e/o politici, possiamo contribuire a fare in modo che se veramente la nostra società risulta sempre più violenta e pericolosa, ci impegniamo a dare una risposta e non viviamo quotidianamente nel timore e nella paranoia. In questo modo servendoci del nostro ruolo aiutiamo a superare la violenza.</p>
<p><i>Come dovrebbe essere trattata la violenza nei media e il giusto ruolo del giornalista.</i></p>
<p>Credo che i media dovrebbero trattare la violenza da un punto di vista nonviolento. Perché se invece lo si fa da un punto di vista violento, la violenta aumenta in una spirale crescente. Perché a volte sembra che i media si divertano con la violenza, il sensazionalismo, sembra che aspettino un fatto con molti morti per poter avere una notizia forte. Questa è un visione violenta.</p>
<p>Aspettare che la violenza venga fuori per poi dare la notizia, è un atteggiamento tipico della stampa sensazionalista.</p>
<p>Il comportamento dovrebbe essere quindi di responsabilità morale, etica. Tenendo conto delle conseguenze di informare su un fatto violento. Con questo non dico che bisogna occultare queste informazioni, ma informare con serietà, con chiarezza, con responsabilità. Stando attenti alle conseguenze del come si informa. Un esempio recente è l’atteggiamento assunto nel caso Candela dai media egemonici e l’irresponsabilità nell’informare su quella tragedia, con invenzione di ipotesi, informazioni a volte favoleggianti sull’azione giudiziaria, ecc.</p>
<p>In particolare credo che il punto di vista dei media, la priorità, dovrebbe essere quella di informare sulle azioni esemplari, quelle che realizzano i Governi, i popoli, le organizzazioni e gli individui verso gli uomini. Porre l’accento sulle azioni solidali, sulle buone azioni e lasciare in secondo piano i fatti violenti e sgradevoli. Perché il detto secondo cui “una buona notizia non è una notizia”, è valido per il punto di vista violento della violenza assunto da media e giornalisti sensazionalisti. Le buone notizie dovrebbero essere le più importanti nell’agenda mediatica. E la notizia negativa bisognerebbe trattarla con maggiore responsabilità, con etica e cercando, per quanto possibile, di informare sul fatto in modo neutrale, con l’intento di informare anche circa una risposta che superi il conflitto violento che si sta affrontando.</p>
<p>Se noi giornalisti ci rendessimo conto della responsabilità sociale che abbiamo, del fatto che il nostro lavoro non è neutrale, non è obiettivo e produce sempre delle conseguenze importanti, se ci collegassimo con quanto di meglio abbiamo, con la parte veramente umana che abita in noi, con la bontà, con l’intenzione evolutiva che cerca di crescere in ognuno di noi, il ruolo di giornalisti sarebbe molto importante per il cambiamento sociale di cui abbiamo bisogno per superare la violenza che ci attanaglia.</p>
</p></div>
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		<title>Polizia siriana arresta i manifestanti che protestano contro il regime  - Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 19:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pressenza IPA</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
			
				Sabato 16 aprile si e' svolto a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace" un incontro in ricordo di Vittorio Arrigoni, contro la guerra e contro il razzismo, per i diritti umani di tutti gli esseri umani.
Nel corso dell'incontro sono...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="news-display-text">
<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>Sabato 16 aprile si e&#8217; svolto a Viterbo presso il &#8220;Centro di ricerca per la pace&#8221; un incontro in ricordo di Vittorio Arrigoni, contro la guerra e contro il razzismo, per i diritti umani di tutti gli esseri umani.<br />
Nel corso dell&#8217;incontro sono stati letti e commentati alcuni brani del libro &#8220;Gaza. Restiamo umani&#8221; del volontario italiano assassinato.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/2">Politics</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/a-viterbo-un-incontro-in-memoria-di-vittorio-arrigoni">A Viterbo un incontro in memoria di Vittorio Arrigoni</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2011-04-16T14:51:22-07:00">4/16/11</abbr>
</div>
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<div class="entry-content">
<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Viterbo,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2011-04-16T00:00:00-07:00">4/16/11</abbr><br />
</span>Sono stati letti anche testi di Hannah Arendt, Primo Levi, Edward W. Said.</p>
<p>Oltre alla commemorazione laica sono stati recitati un salmo ebraico, una pericope evangelica, una sura coranica, per ricordare tutte le vittime delle guerre, dei poteri criminali, del razzismo.</p>
<p>Il responsabile della struttura pacifista viterbese, Peppe Sini, ha<br />
denunciato lo scandalo di un governo italiano, e di un capo dello<br />
stato italiano, che sanno riconoscere la &#8220;barbarie terrorista&#8221; quando<br />
a morire e&#8217; un nostro connazionale assassinato da una banda di<br />
criminali, ed insieme sono tra i responsabili dei massacri di cui<br />
consistono le guerre terroriste e stragiste in Afghanistan e in Libia<br />
cui l&#8217;Italia illegalmente partecipa, e sono altresi&#8217; i maggiori<br />
responsabili del massacro dei migranti nel Mediterraneo e della<br />
persecuzione dei migranti nel nostro paese, massacri e persecuzioni<br />
che sono diretta conseguenza delle scellerate politiche razziste<br />
italiane ed europee.</p>
<p>I diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani<br />
devono valere per tutti gli esseri umani: il loro rispetto deve essere<br />
impegno di tutti gli stati del mondo. E per le istituzioni italiane<br />
deve valere altresi&#8217; quanto stabilisce la Costituzione della<br />
Repubblica Italiana, che si oppone alla guerra e al razzismo, che si<br />
oppone alle stragi e alle persecuzioni, che si oppone al terrorismo<br />
tanto dei singoli che dei gruppi, tanto dei miseri che dei potenti,<br />
tanto dei banditi che dei governi.</p>
<p>Occorre cessare le guerre, occorre il disarmo e la smilitarizzazione<br />
dei conflitti, occorre costruire la pace e la giustizia con i mezzi<br />
della pace e della giustizia.</p>
<p>Occorre che la nonviolenza diventi il fondamento delle relazioni<br />
umane, dal livello interpersonale a quello internazionale.</p>
<p>I partecipanti all&#8217;incontro hanno rivolto un invito alle istituzioni<br />
italiane affinche&#8217; siano immediatamente abolite le criminali leggi<br />
razziste (in primo luogo la scellerata, incostituzionale legge<br />
94/2009) e cessi immediatamente la sciagurata, incostituzionale<br />
partecipazione italiana alla guerra in Afghanistan e in Libia.</p>
<p>I partecipanti all&#8217;incontro hanno rivolto altresi&#8217; un invito a tutte<br />
le persone di retto sentire e di volonta&#8217; buona affinche&#8217; esprimano<br />
persuasa e corale, visibile e concreta, l&#8217;opposizione del popolo<br />
italiano alla guerra e al razzismo, alle uccisioni e alle<br />
persecuzioni.</p>
<p>Vi e&#8217; una sola umanita&#8217;.</p>
<p>Tutti i diritti umani per tutti gli esseri umani.</p>
<p>Con le parole di Heinrich Boll: &#8220;Ogni vittima ha il volto di Abele&#8221;.</p>
<p>Con le parole di Vittorio Arrigoni: &#8220;Restiamo umani&#8221;.</p>
<p>Solo la nonviolenza puo&#8217; salvare l&#8217;umanita&#8217;.</p>
<p><strong>Mittente: &#8220;Centro di ricerca per la pace&#8221; di Viterbo</strong></p>
<p>strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo &#8211; e-mail: nbawac@tin.it</p>
<p>http://lists.peacelink.it/nonviolenza/</p>
</p></div>
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		<title>Polizia siriana arresta i manifestanti che protestano contro il regime  - Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
		<link>http://www.sosdirittiumani.it/polizia-siriana-arresta-i-manifestanti-che-protestano-contro-il-regime/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 12:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pressenza IPA</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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				La straordinaria ondata di proteste in Siria si è trasformata nella maggiore sfida attuale contro il regime del partito socialista arabo Baath.  Il giorno successivo alle manifestazioni di migliaia di persone, scese in piazza a favore della...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="news-display-text">
<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>La straordinaria ondata di proteste in Siria si è trasformata nella maggiore sfida attuale contro il regime del partito socialista arabo Baath.  Il giorno successivo alle manifestazioni di migliaia di persone, scese in piazza a favore della democrazia, durante le quali ci sono stai 9 morti, le autorità siriane hanno eseguito arresti di massa.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/2">Politics</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/polizia-siriana-arresta-i-manifestanti-che-protestano-contro-il-regime">Polizia siriana arresta i manifestanti che protestano contro il regime </a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2011-04-07T03:56:30-07:00">4/7/11</abbr>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Beirut,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2011-04-02T00:00:00-07:00">4/2/11</abbr><br />
</span>Pressenza Beirut, 02/04/11 Stati Uniti e Onu hanno denunciato il ricorso alla forza nei confronti dei manifestanti, convocati dall’opposizione per protestare contro i mancanti annunci del presidente Bashar Al Asad di una riforma democratica importante.</p>
<p>Circa 200 persone sono tornate a manifestare lo scorso sabato di fronte al Palazzo di Giustizia di Deraa. “Meglio morire che essere umiliati” e ancora “libertà, libertà” gridavano le 40 persone poi arrestate a Duma, 15 Km a nord di Damasco, a Homs (160 Km a nord) e a Deraa, epicentro della rivolta (100 Km a sud della capitale).</p>
<p>Nel corso della mattinata sono stati arrestati l’architetto Jaled Al Hasan, l’avvocato Hasan Al Aswad e il professor Isam Mahameed, secondo fonti dell’osservatorio siriano dei diritti umani, con sede a Londra.</p>
<p>Venerdì era stato ucciso un giovane a Sabamein e altre otto persone erano morte a Duma quando, all’uscita di una moschea, i manifestanti avevano lanciato pietre contro la polizia che aveva risposto aprendo il fuoco, secondo un testimone.<br />
Tuttavia, la televisione ufficiale ha trasmesso interviste a tre agenti di sicurezza ricoverati in ospedale i quali hanno dichiarato “durante la manifestazione c’erano franco tiratori che sparavano dai tetti e altri in moto incappucciati”.<br />
Nella città industriale di Homs, in seguito alle manifestazioni, sono state arrestate 17 persone.</p>
<p>L’ osservatorio per i diritti umani ha diffuso un comunicato nel quale esige “che siano liberati tutti i detenuti, che cessino le incarcerazioni illegali degli oppositori politici e si adottino misure che permettano ai cittadini di manifestare liberamente i propri diritti”.</p>
<p>Gli USA hanno sottolineato “il coraggio e la dignità” dei manifestanti, condannando l’uso della violenza.<br />
D’altro canto Ban Ki-Moon si è dichiarato “profondamente preoccupato per la situazione in Siria, da dove provengono notizie di altri civili uccisi durante le manifestazioni” antigovernative, come si apprende anche da un suo comunicato ufficiale.<br />
Ban Ki-Moon “deplora l’uso della violenza contro i manifestanti pacifici esortando affinché cessi immediatamente” e si rivolge nuovamente al governo siriano affinché adempia agli obblighi internazionali in materia di rispetto dei diritti umani”.</p>
<p>Tradotto da Eleonora Albini</p>
</p></div>
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		<title>Polizia siriana arresta i manifestanti che protestano contro il regime  - Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 12:04:46 +0000</pubDate>
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<p>La straordinaria ondata di proteste in Siria si è trasformata nella maggiore sfida attuale contro il regime del partito socialista arabo Baath.  Il giorno successivo alle manifestazioni di migliaia di persone, scese in piazza a favore della democrazia, durante le quali ci sono stai 9 morti, le autorità siriane hanno eseguito arresti di massa.</p>
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</span><span class='article-header-city'>Beirut,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2011-04-02T00:00:00-07:00">4/2/11</abbr><br />
</span>Pressenza Beirut, 02/04/11 Stati Uniti e Onu hanno denunciato il ricorso alla forza nei confronti dei manifestanti, convocati dall’opposizione per protestare contro i mancanti annunci del presidente Bashar Al Asad di una riforma democratica importante.</p>
<p>Circa 200 persone sono tornate a manifestare lo scorso sabato di fronte al Palazzo di Giustizia di Deraa. “Meglio morire che essere umiliati” e ancora “libertà, libertà” gridavano le 40 persone poi arrestate a Duma, 15 Km a nord di Damasco, a Homs (160 Km a nord) e a Deraa, epicentro della rivolta (100 Km a sud della capitale).</p>
<p>Nel corso della mattinata sono stati arrestati l’architetto Jaled Al Hasan, l’avvocato Hasan Al Aswad e il professor Isam Mahameed, secondo fonti dell’osservatorio siriano dei diritti umani, con sede a Londra.</p>
<p>Venerdì era stato ucciso un giovane a Sabamein e altre otto persone erano morte a Duma quando, all’uscita di una moschea, i manifestanti avevano lanciato pietre contro la polizia che aveva risposto aprendo il fuoco, secondo un testimone.<br />
Tuttavia, la televisione ufficiale ha trasmesso interviste a tre agenti di sicurezza ricoverati in ospedale i quali hanno dichiarato “durante la manifestazione c’erano franco tiratori che sparavano dai tetti e altri in moto incappucciati”.<br />
Nella città industriale di Homs, in seguito alle manifestazioni, sono state arrestate 17 persone.</p>
<p>L’ osservatorio per i diritti umani ha diffuso un comunicato nel quale esige “che siano liberati tutti i detenuti, che cessino le incarcerazioni illegali degli oppositori politici e si adottino misure che permettano ai cittadini di manifestare liberamente i propri diritti”.</p>
<p>Gli USA hanno sottolineato “il coraggio e la dignità” dei manifestanti, condannando l’uso della violenza.<br />
D’altro canto Ban Ki-Moon si è dichiarato “profondamente preoccupato per la situazione in Siria, da dove provengono notizie di altri civili uccisi durante le manifestazioni” antigovernative, come si apprende anche da un suo comunicato ufficiale.<br />
Ban Ki-Moon “deplora l’uso della violenza contro i manifestanti pacifici esortando affinché cessi immediatamente” e si rivolge nuovamente al governo siriano affinché adempia agli obblighi internazionali in materia di rispetto dei diritti umani”.</p>
<p>Tradotto da Eleonora Albini</p>
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