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	<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 12:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Prensa Latina</dc:creator>
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<p>La Russia e la Cina continueranno a cercare una soluzione politica alla crisi e hanno messo in discussione la risoluzione messo in votazione al Consiglio di Sicurezza dalle potenze occidentali. Le due delegazioni hanno usato sabato il diritto di veto per impedire l&#8217;adozione di un testo che appoggiava l&#8217;idea della Lega Araba di chiedere le dimissioni del presidente siriano.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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		<a  href="http://www.pressenza.com/photo/showPhoto/id/4828"><img src="http://www.pressenza.com/uploads/assets/510b6490e7cd8bf3609e263ea8d4eb63e1acbdc9.1280x960.jpg" alt="510b6490e7cd8bf3609e263ea8d4eb63e1acbdc9.1280x960 La Russia e la Cina insistono per una soluzione politica in Siria adozioni a distanza" height="373" width="590" title="La Russia e la Cina insistono per una soluzione politica in Siria adozione a distanza" /></a>
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							Image by: . Wikipedia					</div>
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			Rusia y China		</div>
</p></div>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/2">Politics</a></div>
</div>
<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/la-russia-e-la-cina-insistono-per-una-soluzione-politica-in-siria">La Russia e la Cina insistono per una soluzione politica in Siria</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-02-05T06:10:57-08:00">2/5/12</abbr>
</div>
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<div class="entry-content">
<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Nueva York,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-02-04T00:00:00-08:00">2/4/12</abbr><br />
</span>Spiegando il punto di vista del proprio paese il rappresentante permanente russo, Vitaly Churkin, ha criticato i tentativi di alcuni membri del Consiglio di Sicurezza che pretendevano qesto cambiamento di regime in Siria.</p>
<p>Inoltre ha affermato che il documento respinto costituiva un cattivo segnale nei confronti del conflitto e verso gli sforzi per avanzare verso una soluzione politica, dato che non considerava che anche alcuni gruppi dell&#8217;opposizione sono responsabili della violenza nel paese.</p>
<p>D&#8217;altro canto l&#8217;ambasciatore cinese, Li Baodong, ha appoggiato le proposte russe per emendare il testo in discussione e ha protestato per il fatto che la risoluzione sia stata messa in votazione senza considerare quegli emendamenti.</p>
<p>Il rappresentante di Pechino ha ribadito la necesità di favorire una soluzione politica alla crisi siriana, tramite il dialogo, al fine di ristabilire la stabilità nel paese.</p>
<p>L&#8217;idea di un cambio di regime non contribuisce a trovare una soluzione ma complica la situazione in uno stato di grande importanza strategica per il Medio Oriente, ha segnalato l&#8217;ambasciatore.</p>
<p>Il progetto respinto ha ricevuto i voti positivi degli altri 13 paesi membri del Consiglio di Sicurezza: Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Germania, Portogallo, India, Colombia, Guatemala, Marocco, Pakistan, Sudafrica, Togo e Azerbaijan.</p>
</p></div>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 09:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Giusti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni sostegno a distanza - Forum SAD]]></category>
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				Il 2011 è stato un anno straordinario per la pena di morte giapponese: il primo senza esecuzioni da quasi vent’anni.

Il merito va ascritto al ministro della giustizia Hideo Hiraoka  (un abolizionista dichiarato) e al movimento abolizioni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="news-display-text">
<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>Il 2011 è stato un anno straordinario per la pena di morte giapponese: il primo senza esecuzioni da quasi vent’anni.</p>
<p>Il merito va ascritto al ministro della giustizia Hideo Hiraoka  (un abolizionista dichiarato) e al movimento abolizionista nipponico che è molto più forte, vivace e trasversale di quanto non si pensi.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/7">Human Rights</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/azione-urgente-contro-la-pena-di-morte">Azione urgente contro la pena di morte</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-02-04T02:31:28-08:00">2/4/12</abbr>
</div>
<div class="news-display-body">
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Internet,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-02-04T00:00:00-08:00">2/4/12</abbr><br />
</span>Però mi piace pensare che un aiuto sia arrivato anche dall’Italia. L’organizzazione “A Strange Fruit”, su richiesta degli amici giapponesi, ha iniziato un invio di cartoline al Primo Ministro del Giappone e la sua azione è stata immediatamente rilanciata in Italia e all’estero; poi è arrivata anche Amnesty International e la campagna ha iniziato a camminare da sola.</p>
<p>Il risultato è stato importante, ma ora ci troviamo di fronte a un nuovo Ministro della giustizia (il quarto in due anni) e questo non è un abolizionista. Il nuovo ministro Toshio Ogawa ha già minacciato di riprendere le esecuzioni e una forte e decisa pressione dall’estero è importantissima.</p>
<p>I vari organismi europei hanno da lungo tempo chiesto che il Giappone sospenda le esecuzioni e si unisca al mondo abolizionista ed è giunto il momento di fare sul serio.</p>
<p>Ogni persona che si batte per la fine della pena capitale deve scrivere o telefonare al proprio sindaco, presidente di regione, deputato, ecc. chiedendo un chiaro impegno abolizionista e l’invio di un messaggio al Primo Ministro e al Ministro della Giustizia.</p>
<p>E’ importante e urgente.</p>
<p>Questa è la <a  href="https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?hl=ja&amp;formkey=dDVoV3I1d3J0bjhkUjVRaVZpdW95WGc6MQ#gid=0">petizione on line</a></p>
<p>questo è l’<a  href="http://www.amnesty.it/giappone_pena_di_morte">appello della Sezione italiana di Amnesty International</a></p>
<p>qui trovate <a  href="http://www.astrangefruit.org/index.php/it/">informazioni e suggerimenti</a></p>
<p><a  href="http://www.astrangefruit.org/index.php/it/agisci-ora/608-undici-regole-per-scrivere-lettere-contro-la-pena-di-morte-negli-usa">regole per scrivere lettere contro la pena di morte in USA</a></p>
<p><a  href="http://www.astrangefruit.org/index.php/it/agisci-ora/607-regole-per-scrivere-lettere-per-i-diritti-umani">regole per scrivere lettere per i diritti umani</a></p>
</p></div>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 18:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amnesty International</dc:creator>
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				In vista della Giornata internazionale per la tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni dei genitali femminili, che si celebra il 6 febbraio, Amnesty International e l’European Women’s Lobby hanno chiesto all’Unione europea di ad...]]></description>
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<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>In vista della Giornata internazionale per la tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni dei genitali femminili, che si celebra il 6 febbraio, Amnesty International e l’European Women’s Lobby hanno chiesto all’Unione europea di adottare una visione coerente e l’impegno per porre fine a queste e ad altre forme di violenza contro le donne.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/7">Human Rights</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/amnesty-chiede-allxue-un-impegno-sul-tema-della-mutilazione-femminile">Amnesty chiede all&#8217;UE un impegno sul tema della mutilazione femminile</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-02-03T11:47:42-08:00">2/3/12</abbr>
</div>
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<div class="entry-content">
<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Bruxelles,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-02-03T00:00:00-08:00">2/3/12</abbr><br />
</span>Dal 2010, quando la Commissione europea aveva promesso di adottare una strategia sulla violenza contro le donne, comprese le mutilazioni dei genitali femminili, non vi e’ stato alcun tentativo coerente e strutturato di affrontare questa violazione dei diritti umani.</p>
<p>Il parlamento europeo stima che 500.000 donne e bambine residenti in Europa portino su di se’ le conseguenze permanenti delle mutilazioni dei genitali femminili e che altre 180.000 siano a rischio ogni anno. Molto spesso, le bambine vengono portate all’estero durante le vacanze estive e costrette a subire la mutilazione dei genitali, garanzia del loro status sociale e della loro idoneita’ ad andare in spose. Pur se alcuni stati membri dell’Unione europea si sono dotati di leggi e politiche in materia, c’e’ ampia disparita’ tra stato e stato.</p>
<p>In Francia, Regno Unito, Svezia e altri paesi dove e’ stata riconosciuta reato da oltre un decennio, la pratica delle mutilazioni dei genitali femminili prosegue. ‘E’ la prova che la legge non e’ la chiave che chiude tutte le porte a questa violazione dei diritti umani. L’Unione europea dovrebbe adottare un approccio complessivo che coinvolga le comunita’ interessate, per garantire che le bambine siano protette e le loro famiglie non siano colpite dallo stigma’ – ha dichiarato Christine Loudes, direttrice della Campagna europea END FGM, per porre fine alle mutilazioni dei genitali femminili, promossa da Amnesty International.</p>
<p>La violenza contro le donne, di cui le mutilazioni dei genitali femminili sono uno dei piu’ gravi esempi, e’ un fenomeno sistematico e molto diffuso. Quasi ogni donna nell’Unione europea subira’ qualche forma di violenza durante la sua vita, una su cinque sara’ vittima di violenza domestica, una su 10 verra’ stuprata o costretta a compiere atti sessuali.</p>
<p>Amnesty International e l’European Women’s Lobby ritengono che un passo che ciascuno stato membro dell’Unione europea potrebbe gia’ intraprendere per proteggere le donne e le bambine dalle mutilazioni dei genitali femminili e da altre forme di violenza contro le donne, sia quello di firmare e ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica.</p>
<p>L’Italia non ha finora firmato la Convenzione. L’auspicio e’ che il governo italiano si impegni a firmarla e ratificarla quanto prima in quanto si tratterebbe del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza.</p>
<p>‘Porre fine a tutte le forme di violenza contro le donne, comprese le mutilazioni dei genitali femminili, dev’essere una priorita’, specialmente in tempi di crisi. Sappiamo che l’Unione europea ha gli strumenti per far cessare la violenza contro le donne e sviluppare una strategia che garantisca a tutte le donne il diritto di vivere libere dalla violenza. Allora, cosa stiamo aspettando?’ – ha chiesto Cecile Greboval, direttrice dell’European Women’s Lobby.</p>
<p>In occasione della Giornata internazionale per la tolleranza zero nei confronti delle mutilazioni dei genitali femminili, Amnesty International ha lanciato un video che chiede ai leader europei di fermare le mutilazioni dei genitali femminili. Il video e’ disponibile a questo indirizzo: http:/www.endfgm.eu</p>
<p>Ulteriori informazioni</p>
<p>Nel settembre 2010, la Commissione europea ha presentato una strategia d’azione per combattere la violenza contro le donne nell’ambito della sua strategia per promuovere l’uguaglianza di genere. La Commissione europea ha promesso di ‘adottare una strategia a livello europeo per combattere la violenza contro le donne, compresa la pratica della mutilazioni dei genitali femminili’.<br />
http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&amp;catId=89&amp;newsId=890&amp;furtherNews=yes</p>
<p>La Convenzione del Consiglio d’Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica e’ stata firmata da 18 stati ma finora non ha avuto alcuna ratifica.<br />
http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/ChercheSig.asp?NT=210&amp;CM=1&amp;DF=&amp;CL=ENG</p>
<p>Le mutilazioni dei genitali femminili sono una violazione dei diritti umani che colpisce ogni giorno nel mondo 8000 donne. L’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere ha lanciato uno studio per raccogliere dati sulla pratica delle mutilazioni dei genitali femminili nell’Unione europea, i cui risultati sono attesi nel 2013.</p>
<p>Nel 2010, la Campagna europea END FGM, per porre fine alle mutilazioni dei genitali femminili, promossa da Amnesty International, ha lanciato una strategia in cui pone alle istituzioni e agli stati membri dell’Unione europea una serie di richieste per porre fine alle mutilazioni dei genitali femminili.<br />
http://www.endfgm.eu/en/news-and-events/news/press-releases/amnesty-international-campaign-launches-strategy-for-europe-to-end-fgm-0022/</p>
<p>Il 25 novembre 2011, l’European Women’s Lobby ha emesso un comunicato stampa sull’impatto della crisi sulla violenza contro le donne e ha rinnovato la sua richiesta all’Unione europea affinche’ agisca per porre fine alla violenza contro le donne.<br />
http://www.womenlobby.org/spip.php?article64&amp;lang=en</p>
</p></div>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni sostegno a distanza - Forum SAD]]></category>
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		<description><![CDATA[
			
				Questo fine settimana parte, in tutta Italia la Campagna di Obbedienza Civile per il ricalcolo della bolletta e per il rispetto del voto referendario promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.
			
	
							
				
			Politics
...]]></description>
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<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>Questo fine settimana parte, in tutta Italia la Campagna di Obbedienza Civile per il ricalcolo della bolletta e per il rispetto del voto referendario promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/2">Politics</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/parte-la-campagna-nazionale-di-obbedienza-civile">Parte la campagna nazionale di Obbedienza Civile</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-02-03T09:29:33-08:00">2/3/12</abbr>
</div>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Internet,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-02-03T00:00:00-08:00">2/3/12</abbr><br />
</span>Il 12 e il 13 giugno gli italiani hanno scelto di mettere l&#8217;acqua fuori dal mercato e di togliere profitti dall&#8217;acqua.</p>
<p>I referendum hanno sancito l&#8217;eliminazione della &#8220;remunerazione del capitale investito&#8221; che incide per una percentuale che oscilla dal 10% al 20% nelle nostre bollette a secondo del gestore. Visto che nessun gestore ha applicato il referendum, i cittadini scelgono oggi di applicarlo dal basso, ricalcolando le tariffe senza la questa quota e pagando la giusta tariffa.</p>
<p>Questo e il prossimo fine settimana in decine di città italiane verranno organizzati banchetti per il ricalcolo della tariffa e in cui si spiegherà ai cittadini come aderire alla Campagna di Obbedienza Civile.</p>
<p>Il voto degli italiani va rispettato, obbediamo all&#8217;esito dei referendum, via i profitti privati dalle nostre bollette.</p>
<p>Per informazioni sulla campagna e gli appuntamenti nelle città: <a  href="http://www.obbedienzacivile.it">www.obbedienzacivile.it</a></p>
</p></div>
<p> <!-- entry-content -->
			</div>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
		<link>http://www.sosdirittiumani.it/es/da-falco-del-pentagono-a-supermanager-di-finmeccanica/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Mazzeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni sostegno a distanza - Forum SAD]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pressenza IPA]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				Finmeccanica, holding a capo del complesso militare industriale nazionale, ha scelto l’ex viceministro della Difesa degli Stati Uniti d’America, William J. Lynn, come nuovo presidente e amministratore delegato della controllata DRS Techn...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="news-display-text">
<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>Finmeccanica, holding a capo del complesso militare industriale nazionale, ha scelto l’ex viceministro della Difesa degli Stati Uniti d’America, William J. Lynn, come nuovo presidente e amministratore delegato della controllata DRS Technologies, società produttrice di sistemi elettronici avanzati con sede in New Jersey.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
<div class="invisible">
<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/9">Economy</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/da-falco-del-pentagono-a-supermanager-di-finmeccanica">Da falco del Pentagono a supermanager di Finmeccanica</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-02-03T09:08:33-08:00">2/3/12</abbr>
</div>
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<div class="entry-content">
<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Internet,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-02-03T00:00:00-08:00">2/3/12</abbr><br />
</span>Secondo il general manager di  Finmeccanica Giuseppe Orsi, la nomina di Lynn è “fondamentale” per rafforzare il ruolo del gruppo nel mercato USA della difesa e della sicurezza e conseguire “un’organizzazione ed una struttura di management più efficienti e competitive”.</p>
<p>A Lynn saranno attribuiti pure i compiti di supervisione delle attività delle altre società di Finmeccanica operanti in nord America (AgustaWestland, OTO Melara, AleniaAermacchi e Selex). Incerto a questo punto il futuro di DRS Technologies. Un anno fa, il consiglio d’amministrazione di Finmeccanica retto da Pier Francesco Guarguaglini era intenzionato a vendere la società e ridurre il deficit della holding valutato intorno ai 4,6 miliardi di euro. Anche il neoamministratore delegato Orsi ha fatto accenno a un piano di ristrutturazione aziendale con la dismissione di comparti “non strategici” per più di un  miliardo di euro. Ma con un manager d’eccellenza come mister Lynn, l’azienda statunitense sarebbe tutt’altro che secondaria per i progetti di rilancio di Finmeccanica ed è dunque improbabile una sua cessione a breve termine.</p>
<p>Si è svolta dentro le mura del Pentagono buona parte della vita e della carriera professionale di William J. Lynn. Viceministro di Obama dal febbraio 2009 all’ottobre 2011, egli ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo delle nuove concezioni strategiche del Dipartimento della difesa nel settore nucleare, aerospaziale e della cybersicurity. Molto tempo prima (dal 1982 al 1985) Lynn aveva ricoperto il ruolo di direttore esecutivo per i progetti della difesa dell’ultraconservatore Center for Strategic and International Studies – CSIS e di ricercatore sulle “forze strategiche nucleari e il controllo delle armi” della National Defense University. Successivamente Lynn passò a fare da consigliere militare del senatore democratico Edward Kennedy, per essere poi nominato dal presidente Bill Clinton, sottosegretario alla Difesa e responsabile dei programmi di analisi e valutazione militari.</p>
<p>A partire dell’agosto 2002, William Lynn scelse di dedicarsi direttamente al più redditizio business delle armi, assumendo l’incarico di vicepresidente della Raytheon Company, colosso statunitense nella produzione di sistemi missilistici e nucleari. Nove anni più tardi la contestata nomina a viceministro della Difesa: senatori repubblicani e alcune associazioni politiche denunciarono la violazione della “regola etica” promulgata da Obama secondo cui, per i nuovi membri dell’amministrazione, dovevano trascorrere almeno due anni di tempo dalla conclusione delle attività di lobbying all’assunzione di un incarico ministeriale nell’ambito dello stesso settore. Lynn, invece, si era dimesso da Raytheon solo alla vigilia di giurare fedeltà alla Costituzione. Perché Obama chiudesse un occhio fu sufficiente che il neo viceministro alienasse il pacchetto di azioni dell’industria militare di cui era entrato in possesso. Per le dimissioni bisognerà attendere la nomina di Leon Panetta a segretario del Dipartimento della difesa.</p>
<p>William J. Lynn sostituirà alla guida di DRS Technology l’anziano Mark Newman, figlio di Leonard Newman, fondatore nel 1968 della società di elettronica. Nel 2008 fu proprio Mark a vendere DRS agli italiani, ricevendo in cambio la cifra record di 5,2 miliardi di dollari e riuscendo pure a mantenerne la presidenza e l’amministrazione. L’acquisizione dell’azienda comportò per Finmeccanica l’assunzione di 1,2 miliardi di dollari di indebitamento netto con tre grandi istituti di credito italiani (Mediobanca, Intesa Sanpaolo e UniCredit) e con la statunitense Goldman Sachs International. Ogni singola azione venne rastrellata meticolosamente a 81 dollari, quando in Borsa era stata quotata un mese prima a 63. Alla spericolata operazione finanziaria, secondo IlSole24 Ore, partecipò come intermediario Lorenzo Cola detto “Lollo”, recentemente condannato a tre anni e quattro mesi per riciclaggio internazionale nell’ambito dell’inchiesta sull’affaire Telecom Sparkle-Fastweb.  A incaricare Cola fu l’allora amministratore delegato di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini. “Fu Cola a rappresentare Finmeccanica nei confronti di Jeffrey Smith, l’avvocato dello studio legale di Washington Arnold&amp; Porter ed ex direttore generale della Cia che si occupò degli aspetti legali dell’acquisizione per contro del gruppo italiano”, ha scritto il giornalista Claudio Gatti. Il 19 marzo del 2009, Guarguaglini e Cola parteciparono congiuntamente al ricevimento ufficiale organizzato dall’ambasciatore italiano a Washington, Giovanni Castellaneta, oggi presidente di Sace S.p.A. e membro del consiglio d’amministrazione di Finmeccanica. Ospite d’onore del sontuoso party diplomatico, l’allora vicesegretario alla difesa William Lynn.</p>
<p>Con oltre diecimila dipendenti e un fatturato annuo che sfiora i tre miliardi di dollari, DRS Technologies è uno dei maggiori fornitori delle forze armate USA di apparecchiature e programmi di comando, controllo e comunicazione, computer, sistemi d’intelligence e sorveglianza, centri di elaborazione dati “AEGIS” per unità navali, componenti varie per carri armati e cacciabombardieri. A fine 2008, DRS Technologies ha venduto sistemi elettronici e di visione “JV-5” per 531 milioni di dollari, destinati ad oltre quaranta tipi di veicoli ruotati e cingolati dell’US Army e dei Marines. Nell’estate del 2009, l’azienda si è invece aggiudicata contratti per il valore complessivo di 143,9 milioni di dollari per la produzione di “addestratori P5” per i caccia F-15 ed -16 dell’aeronautica e della marina militare statunitense, e di 270 rimorchi “M1000” (Heavy Equipment Transporter) per il trasporto su strada e terreni accidentati dei carri armati M1 “Abrams”.</p>
<p>Due importanti contratti sono stati firmati alla fine dello scorso anno, il primo con Lockheed Martin per la fornitura alla Marina militare USA di sistemi di combattimento e sonar per i sottomarini nucleari delle classi “Los Angeles”, “Seawolf” e “Virginia” (valore 400 milioni di dollari circa); il secondo direttamente con US Army per la fornitura di servizi di supporto per l’Improved Bradley Acquisition Subsystem (IBAS) e di rimessa a punto dei sistemi M1200 “Armored Knight” destinati alle unità di artiglieria campale (47,3 milioni di dollari). Anche il 2012 promette bene per DRS Technologies: il 16 gennaio la società ha ottenuto commesse per 63 milioni di dollari relative all’ammodernamento dei sistemi Improved Altitude Hold and Hover Stabilization (IAHHS) della flotta di elicotteri HH-60G “Pave Hawk” dell’US Air Force e alla fornitura di sistemi GEDMS (Gigabit Ethernet Multiples System) e dei servizi di supporto logistico ai velivoli E-6B “Tacamo” di US Navy.</p>
<p>Non altrettanto fortunata l’altra azienda di punta di Finmeccanica, Alenia North America, che potrebbe perdere la multimilionaria fornitura ad US Air Force di 38 aerei per il trasporto tattico C-27J. Il Dipartimento della difesa ha fatto sapere lo scorso 26 gennaio di essere intenzionato a sospenderne l’acquisto in conseguenza dei tagli previsti al bilancio, nonostante l’azienda italiana abbia già consegnato 13 velivoli e stia completando la costruzione di altre unità. L’holding di Giuseppe Orsi spera ancora di ribaltare la decisione del Pentagono e, qualche giorno fa, ha nominato amministratore delegato di Alenia North America, l’ex ad di Ansaldo STS USA, Alan Calegari. Prima di fare il manager industriale, mister Calegari ha prestato servizio come ufficiale aviatore nel Corpo dei marines.</p>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Mazzeo</dc:creator>
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<p>Verrà sciolto per mafia il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto? Il Ministero ha incaricato una commissione che riferirà fra poco. Qualcuno pensa che sarebbe ora&#8230;</p>
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<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-02-02T07:27:06-08:00">2/2/12</abbr>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
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</span><span class='article-header-city'>Internet,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-02-02T00:00:00-08:00">2/2/12</abbr><br />
</span>Una fine annunciata. Quella di una classe politica inetta ed arrogante e di una borghesia mafiosa e paramassonica. I membri, affamati tutti degli stessi sporchi affari. Miracolosamente scampato al fango di un disastro anch’esso annunciato, trema il partito unico locale. Dopo le alluvioni autunnali, si profila un forte terremoto a primavera. Che potrebbe demolire l’<i>ancien régime</i> e ridare speranza, democrazia e voglia di partecipazione a migliaia di donne e uomini spogliati dei diritti di cittadinanza.</p>
<p>A fine novembre 2011, la ministra dell’Interno Annamaria Cancellieri e il prefetto di Messina Francesco Alecci hanno firmato un decreto che istituisce una commissione d’indagine che dovrà “esperire accertamenti mirati” nell’ambito dei settori della gestione amministrativa del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto per “verificare l’eventuale esistenza di forme di condizionamento della criminalità organizzata”. Novanta giorni per riscrivere la storia di una delle capitali dei poteri occulti e deviati, poi la corsa contro il tempo perché Roma decreti lo scioglimento per mafia e il commissariamento della grande palude del Longano. Prima che l’amministrazione Pdl dei cugini Domenico e Candeloro Nania concluda l’ennesimo mandato quinquennale. Centinaia di atti e delibere da esaminare, una delle quali, approvata il 16 novembre 2009 in Consiglio comunale, sotto indagine della Procura della Repubblica dopo un esposto delle associazioni “Rita Atria” di Milazzo e “Città Aperta” di Barcellona e un’interrogazione fiume del parlamentare Pd Giuseppe Lumia. Oggetto, il Piano particolareggiato di un mega parco commerciale di 18,4 ettari in contrada Siena. Un’area a vocazione agricola trasformata d’incanto in cittadella dorata ove insediare molteplici infrastrutture per la grande distribuzione, alberghi, ristoranti e locali di dubbio divertimento. Una devastante colata di cemento che non ha uguali nel panorama siciliano dove il territorio è depredato da super e ipermercati. Il progetto di Barcellona prevede costruzioni per 398.414,45 metri cubi, contro un volume esistente di appena 23.164,68, mentre il sistema di viabilità da 5.052 metri quadri si svilupperà a sei sezioni stradali per ulteriori 35.714 m².</p>
<p>“Nella storia del parco commerciale di contrada Siena si sono verificate problematicità nell’ambito della procedura adottata dall’Amministrazione Comunale di Barcellona”, ammonisce il decreto ministeriale sui “presunti” condizionamenti criminali della vita politica nel Longano. Assai poco “presunti” in verità, dato che la società committente della redazione del piano commerciale è la Dibeca Sas , proprietaria di 5,97 ettari di terreni, già attenzionata dalla commissione prefettizia che nel 2006 aveva chiesto senza successo lo scioglimento del Comune. Motivo, il contratto di affitto sottoscritto con gli amministratori barcellonesi per un palazzo di Via Operai destinato a uffici pubblici. Un accordo che da più di dieci anni consente di rimpinguare le casse di una società notoriamente nella disponibilità dell’avvocato Rosario Pio Cattafi, ritenuto un personaggio di vertice della famiglia mafiosa locale. “Il capo dei capi di Cosa nostra messinese”, lo ha definito il collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano, già a capo del feroce clan di Mazzarrà Sant’Andrea. E qualche mese fa, su ordine del Tribunale di Messina, i Cattafi hanno pure subito il sequestro di beni e conti bancari per un valore di sette milioni di euro.</p>
<p>“Numerose anomalie hanno condizionato l’iter progettuale del Parco di contrada Siena”, denunciano le associazioni antimafia “Rita Atria” e “Città Aperta”. “L’approvazione è avvenuta in violazione delle norme vigenti in materia urbanistica ed è per questo che chiediamo l’annullamento del provvedimento. La Dibeca, con il totale assenso degli organi comunali, si è appropriata di un settore di attività che vuole essere espressione del potere di supremazia. Nel predisporre e redigere il piano del Parco commerciale, la società di Cattafi non ha inteso soltanto condizionare l’attività del Comune, ma si erge a forza egemonica, a dominus estraneo all’ente locale che fa sentire il suo peso su tutti i suoi organi istituzionali e burocratici. È la negazione dell’esistenza stessa dello Stato di diritto”. Il condizionamento della pubblica amministrazione e le “pressioni esterne all’interesse generale”, sono provati, secondo gli estensori dell’esposto, da una serie di “atti, comportamenti ed elementi sintomatici che s’inseriscono all’interno di un pesante quadro politico rappresentato dall’approvazione del nuovo PRG di Barcellona, caratterizzata da gravi sospetti d’illegittimità”.</p>
<p>L’affaire di contrada Siena ha già consentito una miracolosa rivalutazione dei terreni, stimati nel luglio 2007 in 28 euro al mq. e &#8211; diciannove mesi dopo &#8211; in 85 euro al mq.. “L’approvazione del Piano particolareggiato ha innescato un meccanismo di supervalutazione dei terreni di quasi il 300% del valore venale originariamente indicato, con tutto quanto ne consegue in termini di distorsione delle regole che presiedono ad una compravendita libera e legittima e ciò sia che si realizzi o meno il Parco commerciale”, commentano le associazioni antimafia. Conti alla mano, la Dibeca di Cattafi &amp; C. si è trovata proprietaria di un patrimonio fondiario stimato in 5.074.500 euro, otto volte in più di quanto aveva versato per la sua acquisizione il 7 aprile 2005. La società aveva rilevato i terreni dall’Opera San Giovanni Bosco dei Salesiani di Barcellona che, a sua volta, li aveva ricevuti in donazione testamentaria da uno stretto congiunto di Rosario Pio Cattafi. Costo dell’operazione 619.800 euro (394.800 per i terreni agricoli e 225.000 euro per i fabbricati ospitati). Il pagamento con assegni circolari a firma GDM &#8211; Grande Distribuzione Meridionale, la società per azioni di Campo Calabro (Reggio Calabria) che nella primavera del 2005, previa stipula con la Dibeca di un contratto di comodato d’uso e relativa promessa di acquisto dei terreni, aveva avviato l’iter per ottenere l’OK del Comune al megaparco commerciale. Ciononostante, la GDM poi deciderà di defilarsi dal progetto lasciando ai Cattafi l’onere e gli onori di concludere l’affare. Resta difficile da capire come mai i Salesiani si siano convinti ad alienare i terreni a prezzi di saldo di fine stagione. Nel 1979 i Cattafi avevano avviato un tormentato contenzioso legale invocando la “risoluzione delle disposizioni testamentarie” perché i religiosi non avrebbero destinato “a scopi sociali benefici” i terreni ottenuti dal progenitore, ma il Tribunale di Messina si era opposto il 6 dicembre 1989. La sentenza fu appellata, ma prima che fosse emesso il giudizio di secondo grado, i Salesiani decisero di capitolare. Uno dei tanti misteri che le indagini dovranno chiarire.</p>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MISNA Missionary International Service News Agency</dc:creator>
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				“La Repubblica Argentina respinge il tentativo britannico di militarizzare un conflitto sul quale le Nazioni Unite si sono espresse in molte occasioni indicando che le due nazioni devono risolverlo con negoziati bilaterali."
			
	
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<p>“La Repubblica Argentina respinge il tentativo britannico di militarizzare un conflitto sul quale le Nazioni Unite si sono espresse in molte occasioni indicando che le due nazioni devono risolverlo con negoziati bilaterali.&#8221;</p>
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<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-02-02T07:09:51-08:00">2/2/12</abbr>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
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</span><span class='article-header-city'>Buenos Aires,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-02-02T00:00:00-08:00">2/2/12</abbr><br />
</span>&#8220;La popolazione argentina deplora il fatto che l’erede al trono arrivi sul suolo patrio con l’uniforme del conquistatore e non con la saggezza dello statista che lavora al servizio della pace e del dialogo tra paesi”.</p>
<p>In una nota ufficiale, il ministero degli Esteri del governo della presidente Cristina Fernández si è così espresso in merito all’annuncio di Londra sul prossimo invio di una delle sue navi da guerra più moderne, il cacciatorpediniere Hms ‘Dauntless’ (in sostituzione della fregata ‘Montrose’) alle isole Malvinas (Falkland), di cui rivendica la sovranità. Nel comunicato, dall’intestazione “Più diplomazia, meno armi”, il dicastero protesta anche per l’arrivo, previsto tra alcune ore, del principe William nell’arcipelago, dove si tratterrà per sei settimane per una missione in qualità di pilota di elicotteri di soccorso.</p>
<p>“I governi devono evitare la tentazione di incorrere in discorsi che trasformano il patriottismo in sciovinismo con l’obiettivo di distrarre l’opinione pubblica dalle politiche economiche di aggiustamento in un contesto di crisi strutturale e alta disoccupazione” si legge ancora nella nota.</p>
<p>Si tratta dell’ennesimo pronunciamento critico di Buenos Aires in vista del 30° anniversario della guerra di 74 giorni che oppose nel 1982 i due paesi costando la vita a 649 militari argentini e 255 britannici, vincitori del conflitto. Occupato dalla Gran Bretagna nel 1833, l’arcipelago ospita oggi 3000 abitanti e un migliaio di soldati inglesi e di recente ha rinnovato l’interesse di Londra anche per le sue risorse di idrocarburi off-shore.</p>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Greenpeace Italia</dc:creator>
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<p>Nelle scorse ventiquattro ore oltre quindicimila cittadini hanno chiesto al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Corrado Passera di definire regole precise per la navigazione ed evitare un’altra tragedia come quella della Costa Concordia al Giglio.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-02-01T04:21:28-08:00">2/1/12</abbr>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
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</span><span class='article-header-city'>Roma,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-02-01T00:00:00-08:00">2/1/12</abbr><br />
</span><br />
Attraverso una petizione online attiva sul sito <a  href="http://www.greenpeace.it">www.greenpeace.it</a>, migliaia di cittadini stanno chiedendo al ministro Passera di emanare al più presto, in accordo con il ministero dell’Ambiente, un decreto interministeriale [1] che regoli il traffico marittimo nelle zone a rischio ambientale, come il Santuario dei Cetacei, vietando gli avvicinamenti pericolosi alle coste. Dal Ministero però non arriva ancora nessuna risposta.</p>
<p>«Vogliamo subito un decreto per tutelare le aree marine a rischio e prevenire disastri come quello della Costa Concordia &#8211; dichiara Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace. Mentre il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, si è già espresso a favore di una regolamentazione severa in proposito, il ministro dei Trasporti, Corrado Passera, continua a ignorare il problema».</p>
<p>Venerdì scorso Greenpeace ha protestato davanti al ministero dei Trasporti a Roma, consegnando al ministro Passera una lettera [2] in cui chiede di non perdere altro tempo prezioso e di emanare con urgenza disposizioni per evitare altri disastri. Adesso migliaia di cittadini si stanno unendo a questa richiesta: “Sbrigati Ministro il ritardo Costa”.</p>
<p>Oltre alla perdita di decine di vite umane, il naufragio della Concordia rischia di provocare un grave disastro ambientale nel bel mezzo del Santuario dei Cetacei, un&#8217;area che dovrebbe essere protetta dal 2001. Se oggi la priorità è la rimozione del carburante, non bisogna dimenticare l’impatto che potrebbero avere le tonnellate di altre sostanze inquinanti presenti nel relitto: centinaia di litri di vernici, smalti, insetticidi, detergenti, circa 1300 metri cubi di acque nere e grigie, oltre a decine di quintali di cibo e bevande.</p>
<p>«Da anni Greenpeace denuncia la totale mancanza di tutela del Santuario dei Cetacei. Mentre gli incidenti si ripetono, i rischi e il degrado sono in aumento. Non vogliamo attendere il prossimo disastro. E ora che tutti gli attori politici coinvolti si assumano le proprie responsabilità, a cominciare dal ministro dei Trasporti» conclude Monti.</p>
<p>Regione Liguria e Toscana si sono impegnate a convocare entro fine mese [3] un tavolo tecnico per la salvaguardia del Santuario. Visto il crescente degrado ambientale e l’urgenza di porvi rimedio, Greenpeace chiede che a questo tavolo partecipino anche i ministri dell’Ambiente e dei Trasporti, per decidere finalmente reali e vincolanti misure di protezione.</p>
<p>Note:<br />
[1] La Legge n.51 del 2001 dà la possibilità al Ministro dei trasporti di “limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il Ministro dell’ambiente, per motivi di protezione dell’ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende”.</p>
<p>[2] www.greenpeace.org/italy/Global/italy/file/2012/lettera-passera.pdf</p>
<p>[3] Il tavolo è stato convocato a settembre a seguito delle proteste di Greenpeace http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/blog/santuario-dei-cetacei-a-febbraio-un-tavolo-te/blog/38510/</p>
</p></div>
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		<dc:creator>Greenpeace Italia</dc:creator>
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<p>Nelle scorse ventiquattro ore oltre quindicimila cittadini hanno chiesto al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Corrado Passera di definire regole precise per la navigazione ed evitare un’altra tragedia come quella della Costa Concordia al Giglio.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/6">Environment and Ecology</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/15000-firme-in-un-giorno-sulle-rotte-a-rischio">15000 firme in un giorno sulle rotte a rischio</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-02-01T04:21:28-08:00">2/1/12</abbr>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
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</span><span class='article-header-city'>Roma,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-02-01T00:00:00-08:00">2/1/12</abbr><br />
</span><br />
Attraverso una petizione online attiva sul sito <a  href="http://www.greenpeace.it">www.greenpeace.it</a>, migliaia di cittadini stanno chiedendo al ministro Passera di emanare al più presto, in accordo con il ministero dell’Ambiente, un decreto interministeriale [1] che regoli il traffico marittimo nelle zone a rischio ambientale, come il Santuario dei Cetacei, vietando gli avvicinamenti pericolosi alle coste. Dal Ministero però non arriva ancora nessuna risposta.</p>
<p>«Vogliamo subito un decreto per tutelare le aree marine a rischio e prevenire disastri come quello della Costa Concordia &#8211; dichiara Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace. Mentre il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, si è già espresso a favore di una regolamentazione severa in proposito, il ministro dei Trasporti, Corrado Passera, continua a ignorare il problema».</p>
<p>Venerdì scorso Greenpeace ha protestato davanti al ministero dei Trasporti a Roma, consegnando al ministro Passera una lettera [2] in cui chiede di non perdere altro tempo prezioso e di emanare con urgenza disposizioni per evitare altri disastri. Adesso migliaia di cittadini si stanno unendo a questa richiesta: “Sbrigati Ministro il ritardo Costa”.</p>
<p>Oltre alla perdita di decine di vite umane, il naufragio della Concordia rischia di provocare un grave disastro ambientale nel bel mezzo del Santuario dei Cetacei, un&#8217;area che dovrebbe essere protetta dal 2001. Se oggi la priorità è la rimozione del carburante, non bisogna dimenticare l’impatto che potrebbero avere le tonnellate di altre sostanze inquinanti presenti nel relitto: centinaia di litri di vernici, smalti, insetticidi, detergenti, circa 1300 metri cubi di acque nere e grigie, oltre a decine di quintali di cibo e bevande.</p>
<p>«Da anni Greenpeace denuncia la totale mancanza di tutela del Santuario dei Cetacei. Mentre gli incidenti si ripetono, i rischi e il degrado sono in aumento. Non vogliamo attendere il prossimo disastro. E ora che tutti gli attori politici coinvolti si assumano le proprie responsabilità, a cominciare dal ministro dei Trasporti» conclude Monti.</p>
<p>Regione Liguria e Toscana si sono impegnate a convocare entro fine mese [3] un tavolo tecnico per la salvaguardia del Santuario. Visto il crescente degrado ambientale e l’urgenza di porvi rimedio, Greenpeace chiede che a questo tavolo partecipino anche i ministri dell’Ambiente e dei Trasporti, per decidere finalmente reali e vincolanti misure di protezione.</p>
<p>Note:<br />
[1] La Legge n.51 del 2001 dà la possibilità al Ministro dei trasporti di “limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il Ministro dell’ambiente, per motivi di protezione dell’ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende”.</p>
<p>[2] www.greenpeace.org/italy/Global/italy/file/2012/lettera-passera.pdf</p>
<p>[3] Il tavolo è stato convocato a settembre a seguito delle proteste di Greenpeace http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/blog/santuario-dei-cetacei-a-febbraio-un-tavolo-te/blog/38510/</p>
</p></div>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 19:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Movimento Nonviolento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni sostegno a distanza - Forum SAD]]></category>
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		<category><![CDATA[Pressenza IPA]]></category>

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Proseguendo il cammino iniziato alla Marcia Perugia-Assisi, i tre giorni di Festa del Movimento
Nonviolento hanno ra...]]></description>
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<p>“Un comune programma futuro”, questo il miglior regalo ricevuto dal Movimento Nonviolento alla Festa per i suoi 50 anni.<br />
Proseguendo il cammino iniziato alla Marcia Perugia-Assisi, i tre giorni di Festa del Movimento<br />
Nonviolento hanno rappresentato un decisivo passo in avanti per la campagna di “disarmo e<br />
riduzione delle spese militari” che si svilupperà nel 2012.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/2">Politics</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/il-movimento-nonviolento-rilancia">il Movimento Nonviolento rilancia</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-01-31T12:07:09-08:00">1/31/12</abbr>
</div>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
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</span><span class='article-header-city'>Verona,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-01-31T00:00:00-08:00">1/31/12</abbr><br />
</span>Questo il calendario nonviolento 2012 per il disarmo:</p>
<p>25 febbraio, giornata delle “100 piazze d&#8217;Italia contro i caccia F-35”: raccoglieremo le firme nelle<br />
piazze delle nostre città, paesi, quartieri</p>
<p>1 marzo, manifestazione a Roma per la consegna delle firme al Governo, con la Rete Italiana<br />
Disarmo</p>
<p>2 giugno, festa della Repubblica: celebriamo l&#8217;Italia che “ripudia la guerra”, chiediamo che le<br />
parate militari siano abolite e sfilino solo i cittadini disarmati.</p>
<p>6 agosto, Hiroshima day: iniziative locali, anche nei luoghi di villeggiatura, per il disarmo nucleare.</p>
<p>2 ottobre, giornata internazionale della nonviolenza: celebriamo il compleanno di Gandhi (cioè la<br />
nascita delle nonviolenza politica), con iniziative diffuse su tutto il territorio sul tema del disarmo.</p>
<p>24-30 ottobre, settimana Onu per il disarmo: organizziamo iniziative di “educazione alla pace”<br />
nelle scuole (dalle elementari ai licei) con gli insegnanti e gli studenti.</p>
<p>4 novembre, anniversario della fine della prima guerra mondiale: commemoriamo tutti i morti<br />
di tutte le guerre, con celebrazioni nonviolente davanti alle lapidi e ai monumenti ai caduti: “ogni<br />
vittima ha il volto di Abele”. L&#8217;unico vero rispetto per i caduti è quello di evitare le prossime guerre,<br />
con il disarmo.</p>
<p>15 dicembre, quarantesimo anniversario delle legge per l&#8217;obiezione di coscienza (1972-2012):<br />
organizziamo un convegno nazionale che coinvolga tutti gli obiettori di ieri e le ragazze e i ragazzi del servizio civile di oggi: “obiezione alla guerra”. L&#8217;obiezione di coscienza non è morta con la<br />
sospensione della leva obbligatoria, ma resta il fondamento di una politica nonviolenta basata sul<br />
principio di non-collaborazione e disobbedienza civile.</p>
<p>Il Movimento Nonviolento, in sintonia con molte altre associazioni, reti, movimenti, vuole<br />
concentrare il proprio agire in una vasta campagna volta ad ottenere non solo l&#8217;azzeramento del<br />
programma di acquisto degli inutili, dannosi e costosissimi aerei da caccia F-35, ma anche una riduzione quantificabile e progressiva delle spese militari correnti.</p>
<p>Su questo obiettivo chiediamo la partecipazione attiva delle forze sociali, sindacali e dei partiti,<br />
sapendo di avere già il consenso di una gran parte dell&#8217;opinione pubblica.<br />
Ci opponiamo alle spese militari non da oggi, e non solo in conseguenza della grave crisi<br />
economica del paese; ci opponiamo ad ogni investimento bellico perchè la guerra è il più grande<br />
crimine contro l&#8217;umanità, perchè la Costituzione ripudia la guerra, perchè la guerra è contraria al<br />
comandamento dell&#8217;amore.<br />
Sappiamo bene che non basta dirsi contrari alla guerra, bisogna concretamente ridurne le cause e gli<br />
strumenti che la rendono possibile: armi ed eserciti.<br />
La campagna di oggi per il disarmo, è essenziale a prevenire la guerra di domani.</p>
<p>C&#8217;è anche un&#8217;altra ragione per questa campagna: se riusciremo a rimuovere l&#8217;ostacolo delle enormi<br />
spese militari, avremo a disposizione ingenti risorse per dare piena attuazione a tutti i principi<br />
fondamentali della Costituzione, dall&#8217;articolo 1 all&#8217;articolo 11: il lavoro, i diritti umani, la dignità<br />
sociale, la libertà, l&#8217;uguaglianza, le autonomie locali, il decentramento, lo sviluppo della cultura<br />
e della ricerca, la tutela del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, il diritto d&#8217;asilo per gli<br />
stranieri, ed infine la costruzione di un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni.<br />
Svuotare gli arsenali (di guerra) e riempire i granai (di pace) è il nostro programma politico.</p>
<p>I singoli amici della nonviolenza, gli aderenti al Movimento, i gruppi territoriali, saranno attivi in<br />
azioni locali e in momenti di mobilitazione nazionale.</p>
<p>La Festa dei 50 anni del Movimento Nonviolento è stata una bella occasione per rinfrescare i<br />
fondamenti costitutivi del passato e per mettere in circolo nuovo entusiasmo per il futuro.<br />
La nonviolenza organizzata ha fatto un passo in avanti.</p>
<p>Dei tre giorni che hanno visto riuniti a Verona amici della nonviolenza provenienti da tutta Italia,<br />
ed anche rappresentanze europee, vogliamo ricordare le importanti relazioni storiche offerte da<br />
Goffredo Fofi, Gianni Sofri e Daniele Lugli, ed il bellissimo film-documentario “In marcia –<br />
elementi di un&#8217;esperienza nonviolenta” dei registi Roberta Mani e Roberto Rossi.<br />
Non sono mancati i contributi internazionali con il veterano americano Gerry Condon e Sam<br />
Biesemans dell&#8217;Ufficio europeo per l&#8217;obiezione di coscienza.<br />
La musica ha avuto ampio spazio con l&#8217;apprezzatissimo concerto dei Magical Mystery Orchestra,<br />
e lo spettacolo “Mille papaveri rossi” curato dal critico musicale Enrico de Angelis; la canzone<br />
satirica e antimilitarista è stata rievocata da Fausto Amodei, cantautore già protagonista della prima<br />
Marcia Perugia-Assisi del 1961.<br />
I temi di attualità, nei quali il Movimento Nonviolento è direttamente coinvolto, sono stati trattati da<br />
Giancarla Codrignani (l&#8217;obiezione dei militari), Angela Dogliotti (la soluzione dei conflitti), Fulvio<br />
Cesare Manara (la comunicazione), Gianni Tamino (l&#8217;ecologia politica), Luisa Morganitini (la pace<br />
in Israele/Palestina).<br />
Dalla Val di Susa è giunto il saluto di Alberto Perino, storico esponente del movimento che si<br />
oppone alla realizzazione del TAV, che ha motivato la necessità della lotta nonviolenta contro un<br />
progetto devastante e inutile.</p>
<p>Ampio spazio hanno avuto le Reti in cui il Movimento è parte attiva con altri:<br />
Ipri-Corpi civili di pace, Rete Italiana Disarmo, Comitato italiano per una cultura di pace e<br />
nonviolenza, difesa e riqualificazione del Servizio Civile volontario.<br />
Nel corso della Festa sono stati presentati l&#8217;Archivio documentale (1962-2011) e il fondo dei<br />
Manifesti storici del Movimento Nonviolento, ora consultabili anche in internet grazie al lavoro di<br />
Andrea Maori e Caterina Del Torto.<br />
Infine Daniele Taurino ha dato voce alle esperienze giovanili (formazione, campi estivi, realtà<br />
studentesche) che si sono avvicinate al Movimento Nonviolento anche grazie ai social network (la<br />
pagina Feacebook “Movimento Nonviolento” ed il sito www.nonviolenti.org ).</p>
<p>Ci sono stati anche momenti particolarmente intensi, dedicati a due parole chiave del pensiero<br />
filosofico di Aldo Capitini: la “festa” e la “compresenza”.<br />
Abbiamo fatto “festa” con la degustazione dei tre “vini nonviolenti” (il laziale Cesanese, il<br />
piemontese Nebbiolo, il lombardo Botticino) prodotti dagli amici Mariano Mampieri, Beppe<br />
Marasso, Adriano Moratto, e presentati da Christoph Baker, che ha narrato la nonviolenza<br />
come “amore per la terra” e gusto per le cose belle, la convivialità, l’amicizia, la lentezza, la<br />
riscoperta della nostra umanità solo se inserita in armonia con i ritmi della natura.<br />
Abbiamo vissuto la “compresenza” con il silenzio dedicato agli amici che ci hanno preceduto e<br />
d ora vivono sole nella dimensione spirituale: Aldo Capitini, Lorenzo Milani, Emma Thomas,<br />
Giovanni Giuseppe Lanza del Vasto, Danilo Dolci, Ernesto Balducci, David Maria Turoldo, Tonino<br />
Bello, Sirio Politi, Myrtle Solomon, Achille Croce, Birgitta Ottosson, Davide Melodia, Alexander<br />
Langer, Piergiorgio Acquistapace, Luca Magosso, Marco Baleani, e tante altre amiche e amici della<br />
nonviolenza che partecipano comunque al progetto di una realtà liberata.</p>
<p>La Festa si è conclusa con l&#8217;avvio della campagna per il disarmo e la riduzione delle spese militari.</p>
<p>Mao Valpiana, presidente</p>
<p>Raffaella Mendolia, segretaria</p>
<p>Pasquale Pugliese, segretario</p>
</p></div>
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