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	<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto H. De Casas</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pressenza IPA]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div class="news-display-text">
<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>Il primo incontro degli entusiasti del movimento 15M a Piazza del Sol ha visto la partecipazione di una moltitudine di persone anche se, dato il divieto di accampamento, c’è stata una sorte di sgombero seguito anche da vari fermi. Ma la gente è tornata con i suoi slogan e le sue proteste, consapevole che qualcosa si deve fare, senza certezza del risultato.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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		<a  href="http://www.pressenza.com/photo/showPhoto/id/5450"><img src="http://www.pressenza.com/uploads/assets/36cedd27b37afb8634b0be79ba849570acdbf516.1280x960.jpg" alt="36cedd27b37afb8634b0be79ba849570acdbf516.1280x960 Il Movimento 15 M festeggia il suo anniversatio adozioni a distanza" height="393" width="590" title="Il Movimento 15 M festeggia il suo anniversatio adozione a distanza" /></a>
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							Image by: Pressenza Europa-Africa-Medio Oriente					</div>
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			12M		</div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/il-movimento-15-m-festeggia-il-suo-anniversatio">Il Movimento 15-M festeggia il suo anniversatio</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-05-17T06:50:07-07:00">5/17/12</abbr>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Madrid,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-05-16T00:00:00-07:00">5/16/12</abbr><br />
</span>Sui social network ha circolato la notizia di manifestazioni in programma a Barcellona, Valencia, Madrid e in altre 60 città spagnole. Nella capitale, il Movimento torna dal 12 al 15 Maggio con occupazione delle piazze, assemblee, spettacoli, dibattiti sulle alternative che si discutono ormai dallo scorso anno. Trattando temi che vanno dall’istruzione, l’immigrazione, gli sfratti, la crisi economica, all’ambiente, la disobbedienza civile, la questione della donna, dei giovani, la disoccupazione, le pensioni e molto altro. Dichiarando che i colpevoli della crisi finanziaria spagnola e mondiale sono le banche. Denunciando che il governo ha iniziato a reprimere le proteste severamente con varie scuse.<br />
Giorni addietro era circolato in rete un questionario, che riportiamo di seguito:<br />
- Cosa significa per te il 15 Maggio 2012?<br />
- A cosa serve?<br />
- A che cosa devono essere dedicati questi 4 giorni?<br />
- Che cosa farò io durante quei giorni?<br />
- Che cosa farò io?<br />
- Che cosa farò?<br />
E’ questa la domanda e ognuno risponde a se stesso, condividendo le esperienze di altri periodi consapevoli che la situazione è peggiorata con un governo di destra che  non sa neanche più dove tagliare. I media di questo orientamento parlano di “radicalizzazione”, di che niente è come era. Le critiche sono forti, c’è chi non vuole che si manifesti in assoluto e che si attacchi tutti i progetti del neoliberismo senza tenere conto della gente che contemporaneamente manifesta in altro modo. Un incaricato ci dice “il movimento torna a sfidare il coprifuoco e si appiglia allo spirito assembleare” infatti si sono tenute tantissime assemblee nelle piazze e dintorni. L’indomani gli indignati tornano a manifestare al km zero di Madrid, sfidando il coprifuoco che imporrebbe di ritirarsi dopo le 22. Con nuovo spirito e nuovi slogan si è chiusa domenica una giornata di nutrita presenza dimostrando che il movimento continua a lavorare in cerca di nuove risposte, sebbene non con gli stessi numeri dell’anno scorso. Un centinaio di giovani ha poi deciso di passare la notte contravvenendo alla regola stabilita dalle autorità e sono stati sgomberati la mattina alle 5 e mezza. A mezzogiorno di oggi, 15 Maggio, gli indignati tornano a protestare al km zero.</p>
<p>Tradotto da Eleonora Albini</p>
</p></div>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo Baracca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pressenza IPA]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div class="news-display-text">
<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>Intellettuali, scienziati, politici italiani e giapponesi si stanno mobilitando ed hanno lanciato l&#8217;appello che qua sotto pubblichiamo per far conoscere ciò che sta succedendo in Giappone ed evitare che si torni al nucleare in quel paese che ha praticamente spento le sue centrali dopo la catastofe di Fukushima, tutt&#8217;altro che conclusa. La redazione di Pressenza aderisce.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
<div class="invisible">
<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/2">Politics</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/appello-per-una-moratoria-nucleare-in-giappone">Appello per una moratoria nucleare in Giappone</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-05-17T02:25:26-07:00">5/17/12</abbr>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Internet,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-05-17T00:00:00-07:00">5/17/12</abbr><br />
</span>APPELLO PER UNA MORATORIA NUCLEARE IN GIAPPONE E PER LA IMMEDIATA RIMOZIONE DEL COMBUSTIBILE NUCLEARE DALL’IMPIANTO DI FUKUSHIMA</p>
<p>Con questo appello intendiamo rompere il muro di silenzio che, fuori dai confini giapponesi, circonda la catastrofe di Fukushima. L’attuale governo giapponese guidato dal premier Noda ha, di fatto, rinnegato la volontà espressa dal suo predecessore dopo quella catastrofe di far uscire il Paese dalla dipendenza dall’energia nucleare: ma nell’opinione pubblica il dibattito è fortissimo e l’opposizione al nucleare cresce.</p>
<p>Sul piano internazionale si vuol far credere che gli incidenti sono stati di poco conto, che la situazione è sotto controllo e le conseguenze per la popolazione giapponese sono minime.</p>
<p>Ma la situazione è completamente diversa:</p>
<p>nei tre reattori funzionanti al momento dell’incidente la quantità di combustibile fuso, che nell’Unità 1 è fuoriuscito da vessel, è superiore a quella fusa in tutti gli incidenti precedenti, ed è assolutamente incontrollabile. L&#8217;affermazione che sia stato raggiunto lo &#8220;spegnimento a freddo&#8221; dei reattori danneggiati è priva di senso, in quanto tale definizione è riferibile solo ad un nocciolo integro, mentre i noccioli delle unità 1, 2, 3 risultano parzialmente o totalmente fusi, con perdita dei parametri di controllo tale per cui non si può escludere che possano riacquistare localmente configurazioni  critiche con ripresa della reazione a catena.</p>
<p>La situazione delle piscine del combustibile esausto non è stata risolta e con il ripetersi di scosse sismiche di notevole intensità rischia di provocare un nuovo incidente dalle conseguenze gravissime e imprevedibili, anche a causa dello stoccaggio addensato delle barre. Un gruppo di esperti dell’Ufficio di Gabinetto giapponese ritiene probabile che nei prossimi anni possa avvenire un terremoto di grado 9 nella faglia oceanica e uno tsunami con onde di altezza eccezionale che colpirebbero non solo la centrale di Fukushima, ma anche molte altre.</p>
<p>Nella regione Nord Est del paese la situazione rimane estremamente preoccupante. La gravità della contaminazione radioattiva, sulla quale le autorità giapponesi hanno esercitato fin dall’inizio degli incidenti un cover-up, non accenna a diminuire. Sono migliaia le persone sradicate per sempre dalla loro terra (comprese quelle trasferite, anche di propria iniziativa, dalla zona inquinata di Fukushima), che hanno perduto il lavoro e le prospettive per il futuro e vivono in un’incertezza drammatica.</p>
<p>Al contrario il governo giapponese minimizza la gravità della contaminazione, ha alzato la soglia della contaminazione per i bambini e si dimostra molto più preoccupato del ripristino della normalità apparente che di salvaguardare la salute dei cittadini.</p>
<p>Il 5 maggio scorso anche l’ultimo dei 50 reattori nucleari in esercizio commerciale del Giappone, si è fermato per le periodiche revisioni (che quest’anno riguardano anche test e adeguamenti conseguenti agli incidenti di Fukushima) senza che ciò abbia pregiudicato la fornitura di energia elettrica al paese. Si apre ora una partita decisiva perché a fronte della volontà del governo e dell’industria nucleare di riattivare le centrali quanto prima, si sviluppano forti opposizioni delle popolazioni.</p>
<p>Riteniamo che questi problemi non riguardino solo il Giappone, ma l’intera comunità internazionale e pertanto chiediamo alle autorità giapponesi</p>
<ul>
<li>
<p>di non riattivare i reattori nucleari attualmente fermi;</p>
</li>
<li>
<p>di intervenire urgentemente per estrarre e trasferire le barre di combustibile dalle piscine gravemente danneggiate.</p>
</li>
<li>
<p>di provvedere immediatamente, anche se tardivamente, all’evacuazione dei bambini dalle zone contaminate.</p>
</li>
<li>
<p>di favorire l’istituzione di un’autorità interdisciplinare e internazionale sotto l’egida dell’Onu per risolvere la situazione di Fukushima, data l’incapacità dimostrata dalla Tepco nella gestione dell’incidente.</p>
<p><a  href="https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dG8xRndsTEtsS2pNdlFNYWxxb21TeWc6MQ">FIRMA L&#8217;APPELLO</a></p>
</li>
</ul>
<p>Primi firmatari:</p>
<p>Harumi Matsumoto</p>
<p>Yukari Saito</p>
<p>Chie Wada</p>
<p>Angelo Baracca</p>
<p>Massimo Bonfatti</p>
<p>Marcello Buiatti</p>
<p>Ernesto Burgio</p>
<p>Giulietto Chiesa</p>
<p>Giorgio Ferrari</p>
<p>Antonietta Gatti</p>
<p>Patrizia Gentilini</p>
<p>Ugo Mattei</p>
<p>Stefano Montanari</p>
<p>Giorgio Nebbia</p>
<p>Giorgio Parisi</p>
<p>Paola Pepe</p>
<p>Adriano Rizzoli</p>
<p>Roberto Romizi</p>
<p>Alex Zanotelli</p>
<p>Monica Zoppè</p>
<p>Alberto Zoratti</p>
</p></div>
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			</div>
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<p> <!-- news-display-text --></p>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 05:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reporters Sans Frontières</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pressenza IPA]]></category>

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				Coordinatore e presentatore dell'emittente radio HRN, Alfredo Villatoro è stato ritrovato morto il 15 Maggio vicino a Tegucigalpa, sei giorni dopo il suo sequestro.
			
	
							
				
			Foreign Affairs
			Macabro ritrovamento del gior...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="news-display-text">
<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>Coordinatore e presentatore dell&#8217;emittente radio HRN, Alfredo Villatoro è stato ritrovato morto il 15 Maggio vicino a Tegucigalpa, sei giorni dopo il suo sequestro.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/4">Foreign Affairs</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/macabro-ritrovamento-del-giornalista-alfredo-villatoro-a-6-giorni-dalla-scomparsa">Macabro ritrovamento del giornalista Alfredo Villatoro a 6 giorni dalla scomparsa</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-05-17T00:47:09-07:00">5/17/12</abbr>
</div>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Tegucigalpa,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-05-17T00:00:00-07:00">5/17/12</abbr><br />
</span>“Con la morte di Erick Martinez, avvenuta lo scorso 5 Maggio, e ora quella di d’Alfredo Villatoro, il giornalismo ha perduto due rappresentanti in soli 10 giorni, mentre le minacce, le aggressioni  e gli attacchi nei confronti dei giornalisti proseguono quasi quotidianamente. (http://fr.rsf.org/honduras-attentats-et-menaces-se-04-05-2012,42560.html).</p>
<p>In questo contesto, dove la delinquenza, il crimine organizzato e la violenza politica mettono in pericolo la sicurezza del paese e la sopravvivenza delle libertà civili fondamentali, nessuna lotta contro l&#8217;impunità potrà riuscire se non congiuntamente ad una profonda riforma del sistema giudiziario che coinvolga  la società civile tutta e degli osservatori internazionali. La sfida è grande ma non può attendere oltre, ha dichiarato Reporter senza frontiere.</p>
<p>Il corpo di Alfredo Villatoro, 2 colpi d&#8217;arma da fuoco alla testa, è stato ritrovato dalla polizia, chiamata in causa per alcune gravi violazioni dei diritti dell&#8217;uomo   (http://fr.rsf.org/paraguay-un-avocat-assassine-apres-avoir-19-01-2012,41710.html). Poco prima del macabro ritrovamento, il presidente della Repubblica, Porfirio Lobo, aveva curiosamente dichiarato che secondo alcuni indizi il giornalista era ancora vivo. Informazione poco dopo smentita dal suo stesso Ministro degli Interni, Pompeyo Bonilla.</p>
<p>Questo crimine porta a 26 il numero dei giornalisti uccisi nel paese in un decennio di cui 20 successivamente al colpo di stato del 28 Giugno 2009. L&#8217;Honduras, insieme al Messico e alla Colombia, è tra i primi paesi del continente nella lista dei più pericolosi per la professione.</p>
<p>Tradotto da Eleonora Albini</p>
</p></div>
<p> <!-- entry-content -->
			</div>
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<p> <!-- news-display-text --></p>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MISNA Missionary International Service News Agency</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pressenza IPA]]></category>

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				Dopo 20 anni di relativa stabilità il Mali sta affrontando la peggiore crisi umanitaria dell’ultimo mezzo secolo. Lo sottolinea un rapporto diffuso oggi da Amnesty International, che ha potuto raccogliere testimonianze dirette di quanto s...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="news-display-text">
<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>Dopo 20 anni di relativa stabilità il Mali sta affrontando la peggiore crisi umanitaria dell’ultimo mezzo secolo. Lo sottolinea un rapporto diffuso oggi da Amnesty International, che ha potuto raccogliere testimonianze dirette di quanto sta avvenendo nel nord del paese visitando quattro campi profughi in Niger e intervistando altri testimoni a Bamako.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/7">Human Rights</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/rapporto-di-amnesty-sui-diritti-umani">Rapporto di Amnesty sui Diritti Umani </a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-05-16T06:23:33-07:00">5/16/12</abbr>
</div>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Bamako,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-05-16T00:00:00-07:00">5/16/12</abbr><br />
</span><br />
Il quadro presentato dall’organizzazione internazionale è quello di un paese rapidamente precipitato in un circolo di violenze e abusi in cui sono i civili e le fasce più deboli della popolazione a pagare le peggiori conseguenze.</p>
<p>Abusi, detenzioni arbitrarie, uccisioni extragiudiziali, violenze su donne e bambini sono stati commessi da tutti gli schieramenti, dicono i ricercatori autori del rapporto. Gli abusi più frequenti sono stati riscontrati a Menaka e Gao, due delle principali città sotto controllo ribelle, in particolare da uomini del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla). Altri gruppi, come gli islamisti di Ansar al Din, stanno esercitando pressioni anche di carattere sociale costringendo la gente a cambiare comportamenti in accordo con la loro interpretazione dell’islam. “L’imposizione di questi nuovi comportamenti – scrive Amnesty – è stata accompagnata da intimidazioni e violenze fisiche, da uccisioni arbitrarie e deliberate”.</p>
<p>A commettere abusi, torturare e uccidere sono stati anche militari maliani, soprattutto nella prima fase della crisi, tra gennaio e febbraio, e milizie di autodifesa songhai che a più riprese hanno attaccato campi tuareg.</p>
<p>“In assenza di un’azione coordinata per la protezione dei diritti umani, l’applicazione del diritto umanitario internazionale e l’assistenza alle popolazioni sfollate e ai rifugiati – ha detto Gaetan Mootoo, uno degli autori del rapporto – l’intera regione rischia la destabilizzazione a causa degli effetti della crisi politica, del conflitto armato nel nord del Mali e della crisi alimentare che sta colpendo tutto il Sahel”.</p>
</p></div>
<p> <!-- entry-content -->
			</div>
<p> <!-- news-display-body -->
		</div>
<p> <!-- news-display-text --></p>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
		<link>http://www.sosdirittiumani.it/i-crimini-di-guerra-degli-insorti-libici/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peacelink Telematica per la Pace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni sostegno a distanza - Forum SAD]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pressenza IPA]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div class="news-display-text">
<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>La più grave responsabilità del comando Nato risiede nell’aver sostenuto, esorbitando del tutto la Risoluzione 1973, l’azione militare degli insorti, anche mentre essi commettevano proprio quei crimini che la Risoluzione stessa mirava ad impedire. Diffondiamo questo appello alla Corte Penale Internazionale perché persegua anche i crimini di guerra degli insorti.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
<div class="invisible">
<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/2">Politics</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/i-crimini-di-guerra-degli-insorti-libici">I crimini di guerra degli insorti libici</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-05-16T05:19:38-07:00">5/16/12</abbr>
</div>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Internet,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-05-16T00:00:00-07:00">5/16/12</abbr><br />
</span>Sintesi dell’Appello al Procuratore della Corte Penale Internazionale Luis<br />
Moreno Ocampo sulla catastrofe umanitaria in Libia</p>
<p>Egregio Procuratore Ocampo,<br />
L’intervento militare in Libia è stato definito “un fulgido esempio di<br />
riuscito intervento umanitario”. Solo la disinformazione che ha imperato<br />
può avvalorare un simile giudizio. In realtà esso ha causato nel paese<br />
un’autentica catastrofe umanitaria.<br />
Non per nulla il 27 ottobre 2011 il Consiglio di Sicurezza Onu deferiva<br />
alla Corte dell’Aia, oltre ai crimini del regime, anche le violazioni<br />
compiute dagli insorti e dalla stessa Nato.<br />
Abbiamo pertanto apprezzato la Sua dichiarazione al Consiglio di Sicurezza<br />
del 2 novembre 2011, dove esprimeva l’intenzione di investigare anche tali<br />
crimini, usufruendo del lavoro di indagine della Commissione d’inchiesta<br />
del Consiglio per i Diritti Umani Onu.</p>
<p>Lo scorso marzo, quella Commissione depositava il suo rapporto, da cui<br />
risultano crimini di estrema gravità commessi da entrambe le parti sul<br />
terreno.<br />
Si conferma che forze governative commisero violazioni comprendenti sia<br />
crimini di guerra che crimini contro l’umanità, fra cui i più gravi dopo<br />
l’intervento Nato del 19 marzo. Non risultano tuttavia né attacchi aerei,<br />
né uso di mercenari, né saccheggi.<br />
Quanto agli insorti, anche ad essi sono attribuite violazioni molto gravi,<br />
comprendenti crimini di guerra e crimini contro l’umanità, fra cui il<br />
violentissimo attacco a Sirte nell’ottobre 2011, culminato nell’esecuzione<br />
di Gheddafi.<br />
Purtroppo, le violazioni ad opera degli insorti sono continuate in varie<br />
forme fino ad oggi, nonostante la nuova risoluzione del Consiglio di<br />
Sicurezza che nel marzo scorso ha ribadito con rinnovata preoccupazione il<br />
deferimento.</p>
<p>Quanto alle forze Nato, la Commissione ritiene che esse abbiano fatto<br />
molto per evitare le vittime innocenti, ma documenta nondimeno la morte di<br />
almeno 60 civili, di cui 14 bambini. Ci sono buone ragioni per ritenere<br />
tale conteggio in difetto.<br />
Ma la più grave responsabilità del comando Nato non risiede tanto in quei<br />
sia pur gravi episodi, quanto nell’aver indefettibilmente sostenuto,<br />
esorbitando del tutto la Risoluzione 1973, l’azione militare degli<br />
insorti, anche mentre essi commettevano proprio quei crimini che la<br />
Risoluzione stessa mirava ad impedire, ed anche quando le autorità<br />
incaricate della mediazione, in particolare l’Unione Africana, sembravano<br />
sul punto di ottenere importanti risultati.</p>
<p>L’intervento in Libia fu giustificato con l’intento di scongiurare morti,<br />
ingiustizie e distruzioni. Adesso constatiamo che troppe morti,<br />
ingiustizie e distruzioni sono seguite a quell’intervento. Noi la<br />
esortiamo a fare tutto ciò che è in suo potere, con la massima<br />
imparzialità ed equaniminità, perché tutti i responsabili siano perseguiti<br />
e puniti.</p>
<p>Il testo integrale dell’appello su: <a  href="http://albertocacopardo.blogspot.it">http://albertocacopardo.blogspot.it</a></p>
<p>Primi firmatari:<br />
Angelo Baracca, Nino Buttitta, Paolo Cacciari, Tonio Dall’Olio, Nando<br />
Dalla Chiesa, Tonino Drago, Dario Fo, Iacopo Fo, Domenico Gallo, John<br />
Gilbert, Alberto L’Abate, Flavio Lotti, Franco La Cecla, Alfio Mastropaolo, Moni Ovadia,<br />
Antonio Papisca, Pancho Pardi, Nanni Salio, Alessandro Santoro, Gianroberto Scarcia,<br />
Alex Zanotelli.</p>
<p>Promotori: Alberto Cacopardo, Alessandro Marescotti, Patrick Boylan e l’Associazione<br />
PeaceLink.</p>
</p></div>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Italia</dc:creator>
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<p>Oggi 16 Maggio  presso la Sala Caduti di Nassiriya Palazzo Madama,  si è tenuta una conferenza stampa con la Senatrice Soliani sulla drammatica situazione di violazione dei diritti umani in Repubblica Democratica del Congo, organizzata dalla Comunità Congolese in Italia e, subito dopo l’audizione “Per la Pace, la Democrazia e lo Stato di Diritto in RD Congo” presso il Senato.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/2">Politics</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/violazione-dei-diritti-umani-nella-repubblica-democratica-del-congo">Violazione dei diritti umani nella Repubblica Democratica del Congo</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-05-16T03:32:04-07:00">5/16/12</abbr>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Roma,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-05-16T00:00:00-07:00">5/16/12</abbr><br />
</span>Nel corso della Conferenza Stampa verrà presentato il dossier della campèagna il dossier &#8220;Anche il Vetro è per sempre&#8221;, portata avanti da numerose associazioni contro lo sfruttamento delle miniere nella Repubblica Democratica del Congo.</p>
<p>Il “Rapporto Mapping”, lo studio commissionato dalle Nazioni Unite e realizzato dall’International Rescue Committee, aveva stimato un numero di morti complessivo pari a 5-6 milioni ed evidenziato un legame tra i crimini commessi e lo sfruttamento delle risorse naturali da parte di organizzazioni locali e multinazionali. Secondo il Rapporto 2011 sull’indice della fame nel mondo dell’International Food Policy Research Institute, il Congo rientra tra i 6 Paesi in cui l’emergenza alimentare è peggiorata nell’ultimo anno, per cui a Kinshasa l’indice di fame è salito al +63%.</p>
<p>Mentre, a qualche mese dalle elezioni presidenziali, continuano le denunce di violazione dei diritti umani da parte delle organizzazioni umanitarie presenti in loco. Della complessa situazione che ormai da anni vive la Repubblica Democratica del Congo, per la cui gravità è prevista l’audizione in Senato, si discuterà durante la conferenza stampa organizzata con il Comitato Azione RD Congo, di cui fanno parte le associazioni Congo Lisanga, Dynamique de la Diaspora Congolaise en Emilia Romagna, Mama Africa, Mutualité, Associazione società civile congolese d’Italia e Solidarité Nord-Sud) e che prende le mosse dalla marcia intrapresa da John Mpaliza Balagizi. Quarantuno anni, ingegnere informatico, congolese da 17 anni nel nostro paese, John era partito il 26 giugno dello scorso anno da Reggio Emilia per arrivare 21 giorni dopo a Roma, percorrendo a piedi l’antica via Francigena, per sensibilizzare sui problemi del Congo, per parlare alla gente della guerra e della violenza che lo sta devastando.</p>
</p></div>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reporters Sans Frontières</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni sostegno a distanza - Forum SAD]]></category>
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				Erick Martínez Ávila aveva 32 anni. La sua famiglia ne aveva denunciato la scomparsa il 5 Maggio 2012; il suo corpo è stato ritrovato due giorni dopo su una strada che congiunge Tegucigalpa a Olancho. L’assenza di segni di ferite fa sup...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="news-display-text">
<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>Erick Martínez Ávila aveva 32 anni. La sua famiglia ne aveva denunciato la scomparsa il 5 Maggio 2012; il suo corpo è stato ritrovato due giorni dopo su una strada che congiunge Tegucigalpa a Olancho. L’assenza di segni di ferite fa supporre che il giornalista sia morto per asfissia, probabilmente in seguito a strangolamento.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/7">Human Rights</a></div>
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<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-05-16T03:23:18-07:00">5/16/12</abbr>
</div>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Tegucigalpa,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-05-16T00:00:00-07:00">5/16/12</abbr><br />
</span>Reporter senza frontiere chiede giustizia per questo nuovo caso.</p>
<p>Giornalista e difensore dei diritti dell’uomo Ávila era conosciuto come portavoce di Kukulcán (http://kukulcanhn.blogspot.fr/), organizzazione per la difesa dei diritti delle minoranze omosessuali, bisessuali e transessuali (LGBT). Era membro attivo del Partito Libertà e Rifondazione, braccio politico del Fronte Nazionale di Resistenza Popolare creato dall’ ex presidente Zelaya, destituito in seguito al colpo di stato del giugno 2009 e aspirava a candidarsi come deputato alle prossime primarie di Novembre.</p>
<p>“Per il suo impegno e le sue attività  Erick Martínez rappresentava un bersaglio per predatori del pluralismo e dei diritti civili. Ad oggi sono 27 i giornalisti uccisi in un decennio, di cui 20 durante il periodo successivo al colpo di stato. Il caso di Erick Martínez ricorda quello di un altro giornalista e attivista Walter Tróchez (http://fr.rsf.org/honduras-assassinat-d-un-defenseur-des-16-12-2009,35350.html), il cui assassinio risalente al 2009, resta tutt’oggi impunito. Quando inizierà l’indagine e a chi sarà affidata? Le battaglie di Erick Martínez saranno oggetto di un necessario dibattito in seno alla società onduregna ? Questo nuovo caso non riguarda solamente un giornalista ma tutta la società civile impegnata nella difesa delle libertà fondamentali (http://fr.rsf.org/honduras-la-defenseure-des-droits-<br />
de-l-27-04-2012,42389.html)”, dichiara Reporter senza frontiere.</p>
<p>Ricordando le domande formulate dal giornalista al momento della reintegrazione dell’Honduras nell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) (http://fr.rsf.org/honduras-inquietude-sur-l-avenir-des-07-06-2011,40407.html), Reporter senza frontiere continua a sostenere il principio e la necessità di una missione internazionale di inchiesta per fare luce sulle gravi violazioni dei diritti umani accadute negli ultimi anni.</p>
<p>L’organizzazione è venuta a conoscenza anche del sequestro del giornalista e coordinatore dell’emittente HRN Alfredo Villatoro avvenuto la mattina del 9 maggio a Tegucigalpa mentre l’uomo si recava a lavorare. Reporter senza frontiere si augura che le operazioni messe in atto consentano di riportarlo a casa rapidamente, sano e salvo.</p>
<p>Tradotto da Eleonora Albini</p>
</p></div>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
		<link>http://www.sosdirittiumani.it/piu-di-30-giornalisti-aggrediti-e-fermati-dopo-la-manifestazione-del-4-maggio-di-fronte-al-ministero-della-difesa/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Reporters Sans Frontières</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni sostegno a distanza - Forum SAD]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pressenza IPA]]></category>

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				Dopo gli scontri del 2 maggio, migliaia di egiziani sono scesi in piazza due giorni dopo a Il Cairo e Alessandria per protestare contro l’esercito che ancora detiene il potere.
			
	
							
				
			Human Rights
			Più di 30 giornali...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="news-display-text">
<blockquote class="article-summary entry-summary">
<p>Dopo gli scontri del 2 maggio, migliaia di egiziani sono scesi in piazza due giorni dopo a Il Cairo e Alessandria per protestare contro l’esercito che ancora detiene il potere.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/7">Human Rights</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/piu-di-30-giornalisti-aggrediti-e-fermati-dopo-la-manifestazione-del-4-maggio-di-fronte-al-ministero-della-difesa">Più di 30 giornalisti aggrediti e fermati dopo la manifestazione del 4 Maggio di fronte al Ministero della Difesa </a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-05-16T03:04:40-07:00">5/16/12</abbr>
</div>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Il Cairo,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-05-16T00:00:00-07:00">5/16/12</abbr><br />
</span>A Il Cairo i dimostranti si sono riuniti principalmente nel quartiere di Abbassiya, vicino al ministero della difesa, nonostante gli avvertimenti dell’esercito del giorno precedente e il grande dispiego di forze di sicurezza.</p>
<p>Il bilancio è stato particolarmente pesante per i manifestanti così come per i giornalisti.<br />
Reporter senza frontiere ha registrati almeno 32 tra aggressioni e detenzioni di giornalisti solo durante la giornata del 4 Maggio. Molte telecamere e telefoni cellulari sono stati sequestrati e alcuni non sono stati restituiti http://almesryoon.com/permalink/6586.html<br />
L’organizzazione per la libertà di stampa condanna queste azioni brutali nei confronti di reporter e giornalisti e chiede che i responsabili di tali atti siano identificati e assicurati alla giustizia.</p>
<p>Il Consiglio Supremo dell’Esercito egiziano si guadagna un posto nell’elenco dei Predatori della Libertà di Stampa, pubblicato da Reporter senza frontiere il 3 Maggio in occasione della giornata mondiale per la libertà di stampa.</p>
<p><strong>Bilancio del 4 Maggio</strong></p>
<p>Dei 32 giornalisti:<br />
-       20 sono stati aggrediti o percossi<br />
-       11 feriti<br />
-       19 arrestati<br />
-       5 fermati<br />
-       1 sequestrato<br />
-       7 hanno subito il sequestro del materiale</p>
<p><strong>I casi nel dettaglio</strong></p>
<ul>
<li>
<p>un equipe di 5 membri dell’emittente Misr 25, Ahmed Abdel Alim, Ahmed Fadl, Musa’ab Hamed e Hassan Khodary (feriti durante gli scontri di Abbassiya), e il fotografo  Ahmad Lutfi, stavano trasmettendo dal vivo vicino alla moschea di Al-Nour quando sono stati fermati, portati nella moschea e interrogati sulle proprie generalità. Secondo Lufti, hanno tutti subito violenze e atti di umiliazione da parte della polizia militare. Dopo aver sequestrato le loro attrezzature sono stati poi portati in una caserma militare.<br />
Musa’ad El-Barbari, direttore dell’emittente Misr 25, ha detto che I 5 uomini sono apparsi poi di fronte alla corte il 5 Maggio con le seguenti accuse:</p>
</li>
<li>
<p>Associazione illegale con l’intento di disturbare l’ordine pubblico e intralcio alle autorità;</p>
</li>
<li>Uso della forza e della violenza nei confronti degli agenti di sicurezza intenti a proteggere le istituzioni;</li>
<li>Blocco del trasporto pubblico e privato, blocco delle strade nell’area circostante il ministero della difesa;</li>
<li>Riunione illegale;</li>
<li>Accesso illegale ad una zona militare interdetta </li>
</ul>
<p>Nonostante l’emittente abbia prodotto documentazione a prova del fatto che i cinque uomini erano giornalisti che si trovavano in loco nello svolgimento della propria attività professionale, El-Barbari ha riferito che l’accusa ha rifiutato di tener conto di questo aspetto, ordinando il rilascio di 3 membri dell’equipe ma confermando la detenzione per Alim e Fadl per due settimane. I due uomini sono stati portati al carcere di Tora a sud della capitale prima di essere rilasciati il 6 Maggio.</p>
<p>Altri due giornalisti della stessa emittente, Mohamed Rabie e Mohamed Amin, sono stati fermati durante due incidenti avvenuti nelle vicinanze. Sono apparsi di fronte alla corte militare e rilasciati il giorno seguente.</p>
<p>Due giornalisti del quotidiano on line El-Badil, Ahmed Ramadan e Islam Abu-l-Ezz, hanno subito l’aggressione da parte di malviventi e trascinati di fronte alla polizia militare. Sono stati portati dal procuratore militare che ha ordinato la loro detenzione per 2 settimane e il trasferimento al carcere di Tora. Tuttavia, sono stati poi rilasciati il 6 Maggio; secondo il giornale sono stati percossi violentemente sia durante l’arresto che all’interno della prigione, con conseguenti commozioni cerebrali.</p>
<p>Abdul Rahman Musharraf, giornalista di Al-Watan, è stato percosso prima di essere arrestato e portato di fronte al procuratore insieme a Ramadan e Abu-l-Ezz. Anche lui è stato rilasciato il 6 Maggio.<br />
Sempre il 4 Maggio, Mahmoud Motawe’, fotografo del quotidiano on line  Sada-el-Balad, è stato ferito alla schiena da proiettili sparati da una fonte non identificata. Ha trascorso la notte all’ospedale di Qasr Al-‘Aini.</p>
<p>Abdul-Rahman Youssef, collaboratore del sito per i diritti dell’uomo www.hoqook.com, stava scattando fotografie degli scontri quando è stato violentemente aggredito con un coltello subendo una brutta ferita all’orecchio. Insieme ad altri dimostranti, è rimasto poi bloccato nell’area di Al-Demerdash dalla polizia che arrestava chiunque cercasse di andarsene, inclusi i feriti, riuscendo a uscire dall’assedio della polizia solo dopo un’ora dal suo ferimento.</p>
<p>Due fotografi, Mohamed El-Shami e Ali El-Malki, del quotidiano indipendente Al-Masry Al-Youm sono stati picchiati e arrestati mentre fotografavano gli scontri. Entrambi hanno riportato ferite. Sono stati portati di fronte al procuratore militare e trattenuti in caserma fino al giorno seguente.</p>
<p>Tre reporter dell Al-Watan, Mohamed Kamel, Ahmed Abdu e Ahmed Bahnasi, sono stati portati all’ospedale di Demerdash dopo aver inalato gas lacrimogeni che la polizia ha lanciato fuori dal Ministero della Difesa. Mohamed Omar, fotografo del giornale, è stato curato nello stesso ospedale: 3 punti in testa causati dal lancio di una pietra.</p>
<p>Tutti e quattro, incluso Kamel, che era già stato aggredito dai dimostranti il giorno prima, sono stati arrestati dalla polizia e trattenuti fino al giorno seguente.<br />
Anche Rabab Fares, reporter del quotidiano indipendente Al-Tahrir, e Ezz El-Nubi dell’ Al-Youm Al-Sabe’a, sono stati aggrediti.<br />
 Lo staff delle tv Al-Jazeera Mubasher-Misr, ONTV, El-Tahrir e CBC sono stati aggrediti dalla polizia che ha frantumato i loro telefoni cellulari.</p>
<p>Amer Khamis, un giornalista del Al-Mesryoon (www.almesryoon.com), ha subito aggressioni.</p>
<p>Aya Seyed Mahmoud Abdul-Rahim, giornalista del giornale on line Misr El-Naharda (http://alnharda.com/main/), è stata aggredita e arrestata; il procuratore militare ne ha ordinato la detenzione per 2 settimane. Mentre la stavano trasferendo al carcere femminile di El-Qanater, il Generale El-Adawy, capo del sistema giudiziario militare, ne ha ordinato la scarcerazione.</p>
<p>Sami Abdul Rahman e Islam Adel, due giornalisti del giornale on line Sada-el-Balad (http://www.el-balad.com/), sono stati arrestati e trattenuti nella moschea di Al-Nour vicino alla piazza Abbasiya fino alla loro liberazione il giorno seguente.</p>
<p>La macchina fotografica di   Sharif Salah, fotografo di Al-Mashhad, è stata sequestrata dalla polizia militare che ha minacciato di arrestarlo se non se ne fosse andato. La macchina non è stata restituita.</p>
<p>Virginie Nguyen, una fotografa belga di Egypt Independent (versione on line del quotidiano Al-Masry Al-Youm) è stata ricoverata in ospedale per aver subito frattura della mandibola, rottura del labbro superiore e perdita di due denti a seguito di una pietra lanciata dai dimostranti. All’uscita dall’ospedale è stata fermata dalla polizia militare e portata da una struttura ospedaliera militare ad un’altra per essere interrogata. Alla fine è stata rilasciata e le è stata restituita la macchina fotografica dalla quale sono state però eliminate le immagini “inopportune”.</p>
<p>Walid El-Daramalli, reporter del settimanale Al-Karamah, è stato rapito da individui non identificati mentre documentava gli scontri in Piazza Abbasiya durante la mattina del 4 Maggio e portato all’interno di un edificio nelle vicinanze. E’ riuscito ad avvertire telefonicamente degli amici che lo hanno liberato. Ha subito ferite ad una gamba. La polizia militare ha arrestato i suoi assalitori.</p>
<p><strong>A Suez</strong></p>
<p>Sayyed Shaker, fotografo alla sede di Suez del Al-Masry Al-Youm, stava fotografando gli scontri tra dimostranti e militari che proteggevano il quartier generale del governatore di Suez quando due ufficiali gli hanno intimato di consegnare la macchina fotografica. Al suo rifiuto, lo hanno schiaffeggiato e preso calci e portato di fronte alle autorità militari che ne hanno disposto l’arresto, rilasciandolo dopo aver cancellato tutte le immagini dalla macchina fotografica.</p>
<p>Ahmed Ghoneim reporter di Al-Watan è stato avvicinato dalla polizia militare fuori dalla caserma il 5 Maggio mentre documentava una protesta di attivisti che dimostravano contro l’arresto di centinaia di civili. E’ stato malmenato e arrestato.</p>
<p>Mahmoud El-Debie, fotografo di Al-Watan è stato arrestato e detenuto per circa due ore durante la stessa protesta; la sua macchina fotografica sequestrata. E’ stato poi rilasciato in serata; le immagini cancellate dalla memory card.</p>
<p>In un comunicato stampa del 19 Dicembre 2011, Reporter senza frontiere ha condannato l’uso sistematico della violenza da parte dei militari nei confronti dei giornalisti nel corso di un’ indiscriminata repressione avvenuta ai danni dei dimostranti in piazza Tahrir a Il Cairo durante i 3 giorni precedenti. Un mese prima, Reporter senza frontiere aveva riportato almeno 44 violazioni alla libertà di stampa avvenute duranti gli scontri tra militari e dimostranti durante la settimana del 19-28 Novembre.</p>
</p></div>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 05:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redacción Madrid</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni sostegno a distanza - Forum SAD]]></category>
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		<category><![CDATA[Pressenza IPA]]></category>

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<p>Una strana lite, causata da due presunti infiltrati, provoca l’intervento di 34 mezzi che entrano a Sol e sgomberano l’assemblea permanente del movimento 15M. In quel momento si decideva se rimanere o lasciare la piazza per tornare qualche ora dopo, come previsto dal programma. Di seguito il racconto dei compagni dell’emittente Agora Sol Radio che hanno assistito alla scena.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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		<a  href="http://www.pressenza.com/photo/showPhoto/id/5439"><img src="http://www.pressenza.com/uploads/assets/cc4f7baffc0ac8b31fb340d5e31867934aa9ed0d.1280x960.jpg" alt="Cc4f7baffc0ac8b31fb340d5e31867934aa9ed0d.1280x960" height="354" width="590" title="Madrid: due presunti infiltrati la causa di un nuovo sgombero alla Puerta del Sol adozione a distanza" /></a>
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							Image by: Edu Yuguero					</div>
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			Il momento in cui il presunto infiltrato viene fermato dalla polizia		</div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/madridx-due-presunti-infiltrati-la-causa-di-un-nuovo-sgombero-alla-puerta-del-sol">Madrid: due presunti infiltrati la causa di un nuovo sgombero alla Puerta del Sol</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-05-16T01:04:23-07:00">5/16/12</abbr>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
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</span><span class='article-header-city'>Madrid,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-05-14T00:00:00-07:00">5/14/12</abbr><br />
</span>“Dopo una strana lite che ha interrotto il clima tranquillo dell’assemblea, la polizia ha iniziato lo sgombero. Erano le 5.52. Noi abbiamo assistito dalla terrazza e tutto è apparso davvero come una strana coincidenza”.<br />
“La notte appariva tranquilla dalla terrazza dello studio di Agora Sol Radio. L’assemblea permanente era pacifica, eccezion fatta per alcuni contestatori; tutto procedeva nella normalità e con la civiltà propria di questo movimento; 50 persone scarse stavano dibattendo se rimanere a Sol”.<br />
“Alle 6 di mattina circa l’assemblea si è spostata per consentire al servizio di pulizia di fare il proprio lavoro; all’improvviso è scoppiato un tafferuglio alle spalle della telecamera aerea della RTVE. La lite pare sia stata provocata da un individuo che per tutta la notte aveva provocato e interrotto l’assemblea e gli interventi delle persone con grida di sostegno al popolo saharahui, e da un’altra persona che, secondo quanto riportano testimoni, era rimasto in silenzio indossando una maschera di Anonymous per tutto il tempo e che se l’era tolta solamente per aggredire un assistente”.<br />
“In pochi istanti, 34 camionette sono entrate nella piazza e hanno iniziato a sgomberare la gente attraverso la via Carretas, tranne il provocatore indirizzato nella via Arenal, fatto entrare in un mezzo della polizia e poi sparito abbandonando la piazza”. Fin qui la cronaca degli amici di Agora Sol Radio.</p>
<p>Tuttavia, gli indignati che sono rimasti tutta la notte alla Puerta del Sol, sono sicuri che quei due infiltrati appartengano alle stesse forze dell’ordine e che la rissa sia servita da segnale affinché la polizia entrasse in piazza a sgomberare. Il comportamento dei due, e il fatto che uno di loro sia stato fermato separatamente, non lascia dubbi. In rete, se ne parlava già due ore prima che tutto accadesse.</p>
<p>I presenti si chiedono, come noi, quanto denaro dei contribuenti è stato sprecato per questo dispiego di polizia, tra l’altro senza che ve ne sia necessità alcuna.</p>
<p>Tradotto da Eleonora Albini</p>
</p></div>
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		<title>- Adozioni a distanza - adozione a distanza - sostegno a distanza.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 17:43:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Greenpeace Italia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni sostegno a distanza - Forum SAD]]></category>
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<p>Attivisti di Greenpeace in azione da ventiquattro ore nel porto di Sao Luis stanno impedendo a un cargo di ghisa, destinato agli Stati Uniti, di lasciare il Rio delle Amazzoni. L&#8217;azione segue il lancio di nuove e sconcertanti prove che dimostrano come la merce trasportata sia legata a fenomeni quali il lavoro schiavile e la deforestazione.</p>
</blockquote>
<p>							<!-- This is the new style photograph --></p>
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		<a  href="http://www.pressenza.com/photo/showPhoto/id/5462"><img src="http://www.pressenza.com/uploads/assets/c57f10aefb228b3792f08cb1a9978dfcf647d199.1280x960.jpg" alt="C57f10aefb228b3792f08cb1a9978dfcf647d199.1280x960" height="393" width="590" title="Greenpeace protesta per lo sfruttamento dellAmazzonia adozione a distanza" /></a>
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							Image by: Greenpeace International					</div>
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</p></div>
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<div class="category"><a rel="tag" href="http://www.pressenza.com/main/newsByNewsSection/news_section_id/6">Environment and Ecology</a></div>
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<div class="invisible"><a rel="bookmark" href="http://www.pressenza.com/npermalink/greenpeace-protesta-per-lo-sfruttamento-dellxamazzonia">Greenpeace protesta per lo sfruttamento dell&#8217;Amazzonia</a></div>
<div class="invisible"><abbr class="published" title="2012-05-15T12:46:19-07:00">5/15/12</abbr>
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<p><span class='article-header-agency'><span class="source-org vcard"><br />
<span>Pressenza</span><br />
<span class="invisible fn">Pressenza International Press Agency</span><br />
</span> <!-- source-org vcard fn--><br />
</span><span class='article-header-city'>Sao Luis,</span> <span class='article-header-date published'><abbr class="published" title="2012-05-15T00:00:00-07:00">5/15/12</abbr><br />
</span>Per produrre la ghisa &#8211; materiale di transizione nella filiera di produzione dell&#8217;acciaio &#8211; le fonderie brasiliane consumano enormi quantità di carbone da legna. Il nuovo rapporto di Greenpeace [1] mostra come alcune delle più grandi aziende del settore automobilistico stiano utilizzando prodotti in acciaio provenienti da questa filiera. Tra queste: Ford, GM, Mercedes e BMW.</p>
<p>L&#8217;azione arriva a pochi giorni dall&#8217;approvazione, da parte del Congresso Brasiliano, delle modifiche al Codice Forestale che rischiano di mettere in ginocchio l&#8217;Amazzonia e gli impegni presi dal Brasile per porre fine alla deforestazione e mitigare i cambiamenti climatici.</p>
<p>&#8220;Dilma deve proteggere l&#8217;Amazzonia e le persone che da essa dipendono vietando la deforestazione, la schiavitù e l&#8217;invasione delle terre indigene&#8221; &#8211; denuncia l&#8217;attivista brasiliano Elissama Menezes de Oliveira, incatenato all&#8217;ancora della &#8220;Speranza Clipper&#8221; la nave che si apprestava a caricare la ghisa di proprietà di Viena, una delle società denunciate nel nuovo rapporto di Greenpeace. Fino a quando l&#8217;attivista non abbandonerà la sua postazione, sarà impossibile per la nave entrare in porto ed effettuare il carico della ghisa incriminata.</p>
<p>Tra qualche settimana la Presidente brasiliana Dilma Roussef ospiterà il vertice delle Nazioni Unite sulla Biodiversità a Rio de Jainero e annuncia la &#8220;celebrazione&#8221; del bilancio ambientale brasiliano. &#8220;Non capiamo cosa voglia celebrare Dilma quando, solo qualche settimana fa, il Congresso Brasiliano ha approvato delle modifiche al Codice Forestale che accelereranno la deforestazione in Amazzonia &#8211; spiega Chiara Campione, responsabile campagna Foreste di Greenpeace Italia &#8211; Dilma dovrebbe fare ciò che milioni di brasiliani le chiedono da mesi: porre un veto a questa legge pericolosissima per l&#8217;Amazzonia. Può farlo entro il 25 maggio&#8221;.</p>
<p>Greenpeace chiede che le aziende del settore automobilistico coinvolte implementino nuove politiche in grado di escludere l&#8217;uso di qualsiasi prodotto legato alla deforestazione e al lavoro schiavile.</p>
<p>Link:<br />
[1] Il rapporto integrale in inglese: <a  href="http://www.greenpeace.org/international/driving-destruction/">http://www.greenpeace.org/international/driving-destruction/</a></p>
</p></div>
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