Protesta contro multimazionale del carbone

Alcune migliaia di persone stanno manifestando contro la mancanza di acqua, corrente elettrica e terre coltivabili nei villaggi di “reinsediamento” dove sono state costrette a trasferirsi dopo l’inizio dell’estrazione nel più ricco giacimento di carbone del nord del Mozambico da parte della società brasiliana Vale.


Pressenza


Cateme, 1/11/12
Il corteo è cominciato dall’area di Cateme, situata a una sessantina di chilometri dalla miniera di Moatize. “Molte delle promesse fatte da Vale nel 2009, prima del reinsediamento, non sono state mantenute” ha detto Eduardo Zinocassaka, un rappresentante della comunità.

A confermare la gravità delle conseguenze delle attività estrattive nella provincia di Tete, quella dove sorge il giacimento di Moatize, sono diverse fonti della MISNA.

Secondo padre Giacomo Palagi, un missionario comboniano che ha vissuto a lungo nella provincia di Tete, “l’aumento degli investimenti delle multinazionali nel carbone del Mozambico rischia di accompagnarsi a nuovi abusi sia su un piano sociale che ambientale”.

Alcuni mesi fa Vale ha annunciato una strategia di espansione in Africa che prevede investimenti per una cifra compresa tra i 15 e i 20 miliardi di euro. Nei piani della società, la capacità produttiva del giacimento di Moatize aumenterà da 11 a 22 milioni di tonnellate l’anno.

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